Avrebbe dovuto essere uno step di crescita per l'Inter. Invece, come a Barcellona, i nerazzurri si fermano a un gran primo tempo. Il 2-0 all'Intervallo non basta a una squadra che per 45′ fa tutto quel che deve, con i tempi giusti e un'accurata gestione del possesso. Poi, nel secondo tempo, il Borussia Dortmund impone un'altra velocità e ribalta la partita: da sotto 0-2 vince 3-2 e complica il discorso qualificazione, con lo 0-0 dello Slavia Praga a Barcellona. Le mezzali dei tedeschi salgono, pressano più alte, giocano più larghe e schermano le linee di passaggio. L'Inter non risale il campo e si scopre sugli esterni, soprattutto a destra dove Hakimi fa vivere una serata da incubo a Biraghi.

Sancho non incide, l'Inter chiude bene in area

Sensi recupera, ma inizia in panchina. Gioca Vecino mezzala con Barella e Brozovic playmaker. Nel Borussia mancano Alcacer e Reus. Gotze agisce da prima punta.

Biraghi si fa infilare e ammonire dopo meno di un minuto sul primo cambio gioco verso Hakimi: uscire in anticipo fuori tempo in quella zona di campo può essere pericoloso. Sancho perde qualche pallone di troppo in avvio, l'Inter si presenta con un atteggiamento deciso e la volontà chiara di pressare alto. De Vrij va a alto e spostato a chiudere Gotze, Skriniar chiude Sancho.

Nelle posizioni medie del primo tempo, ci sono i presupposti dei due gol dell’Inter. Il Borussia (più chiari) pagano la distanza tra Hummels e Schulz (n.14 e 15)
in foto: Nelle posizioni medie del primo tempo, ci sono i presupposti dei due gol dell’Inter. Il Borussia (più chiari) pagano la distanza tra Hummels e Schulz (n.14 e 15)

L'Inter fa quello che gli riesce meglio, aggredisce in verticale negli spazi di mezzo e passa. Candreva lancia per Lautaro che brucia Akanji e regge sul ritorno di Hummels mentre, in avvio dell'azione, il contro-movimento di Lukaku serve a portare il blocco e aprire ulteriormente lo spazio a disposizione del "Toro" che fa tutto da solo e sblocca la partita.

L'Inter copre bene, pressa alta e verticalizza sulle fasce

Il Borussia porta fino a sei uomini sopra la linea del pallone, e questo inevitabilmente apre possibilità da sfruttare soprattutto negli spazi di mezzo visto che i terzini salgono e le mezzali difficilmente vanno a coprire. L'Inter sale con Vecino e Barella su Weigl e Witsel, e tiene Brozovic quasi a uomo su Brandt, il trequartista del Borussia. Il pressing organizzato toglie al Borussia ritmo nella costruzione nella propria metà campo.

La squadra di Favre fatica a trovare sbocchi senza un vero centravanti. L'attacco leggero non riesce a destabilizzare Skriniar e Godin nell'uno contro uno. Alla prima occasione in cui i difensori si lasciano sorprendere da un cambio di gioco per Hakimi e da un passaggio rasoterra verso il centro dell'area, ci pensa Handanovic con la prima parata della serata su Gotze. L'azione dimostra da dove possono arrivare i problemi per l'Inter: dalle corsie, con Biraghi che soffre Sancho, e da una difesa che quando ripiega si stringe verso l'interno dell'area e consente più libertà alle ali avversarie.

Gli interventi difensivi nel primo tempo: l’Inter(triangoli blu più scuri) proteggono con decisione l’area. Al Borussia manca copertura a sinistra
in foto: Gli interventi difensivi nel primo tempo: l’Inter(triangoli blu più scuri) proteggono con decisione l’area. Al Borussia manca copertura a sinistra

Conte lascia libero Hakimi, colpisce con Vecino

I tre centrali nerazzurri vanno alti in pressing sull'uomo. E' proprio un recupero di Skriniar che esacerba la lentezza del Borussia Dortmund nei ripiegamenti e nelle coperture preventive ad avviare a metà primo tempo una chance non sfruttata per il raddoppio. Dopo mezz'ora di partita, per un breve periodo, Favre inverte Sancho e Hazard. Ma il vero jolly del Borussia rimane Hakimi, il migliore in campo nel primo tempo per i tedeschi, in grado di scombinare i piani della difesa dell'Inter perché aumenta l'ampiezza a destra e spesso può ricevere o andare in progressione senza un'immediata marcatura. Biraghi e Skriniar, infatti, si preoccupano dei movimenti di Sancho e Brandt, e non ci sono compagni che possano ripiegare su Hakimi.

L'Inter di fatto concede, come già era successo nel primo tempo di Barcellona, più spazi agli avversari sulle fasce confidando sulla superiorità fisica nei duelli non solo aerei all'interno dell'area. Ma il Borussia non aggredisce quegli spazi, se non nel finale di primo tempo.

Lo spunto migliore dell'Inter comincia con Brozovic che ne salta due poi va da Lautaro una volta superata la prima linea di pressing; il cambio di gioco da sinistra a destra per Candreva toglie a Schulz il tempo per allargarsi a chiudere e la superiorità numerica favorisce l'inserimento da dietro di Vecino: il 2-0 certifica la superiorità di una squadra che sa cosa fare, come, quando e dove colpire.

Secondo tempo: l'Inter cala, il Borussia domina

L'Inter paga il primo pesante errore in uscita, un lancio verso nessuno da destra; il Borussia ribalta presto l'azione, coinvolge anche Hummels e il solito Hakimi che sguscia come un attaccante a De Vrij, riceve da Gotze bravo a defilarsi e rientrare, e  accorcia con un diagonale sporco.

Ieri, in conferenza stampa, Conte chiedeva ai suoi giocatori di dettare i tempi del gioco, e di essere veloci, giocare subito in verticale negli spazi. Come a Barcellona, l'Inter soffre perché si schiaccia quando gli avversari alzano il ritmo e velocizzano il ritmo del possesso. I nerazzurri non risalgono il campo palla al piede e allo stesso tempo concedono più libertà ai tedeschi intorno all'area di rigore. Aumentano i palloni intercettati dai tedeschi negli ultimi trenta metri, per ribaltare l'azione all'Inter servono i break palla al piede di Barella che ha meno opzioni di scarico e di passaggio.

I passaggi completati confermano la superiorità del Borussia in tutte le zone del campo
in foto: I passaggi completati confermano la superiorità del Borussia in tutte le zone del campo

L'Inter non risale il campo, il Borussia si esalta

La partita cambia respiro, prende un'altra velocità e una differente fisionomia. La presenza territoriale del Borussia permette alla squadra di Favre di rendere il campo più largo e più stretto anche attraverso la presenza costante di Hakimi che toglie sicurezza ai nerazzurri nelle letture preventive. L'insicurezza diventa immobilità su una rimessa per l'Inter, Brozovic non va deciso nel controllo, Brandt lo anticipa e pareggia.

Sull’errore di Brozovic, l’Inter è piazzata male e Brandt si può inserire nello spazio vuoto alle spalle del centrocampista
in foto: Sull’errore di Brozovic, l’Inter è piazzata male e Brandt si può inserire nello spazio vuoto alle spalle del centrocampista

E' appena entrato Alcacer per Gotze, e va immediatamente a centimetri dal 3-2. Entra Lazaro per Biraghi, che non ha mai tenuto Hakimi, per cui Candreva si sposta a sinistra. L'Inter subisce, entra anche Sensi con l'obiettivo di togliete libertà a Brandt che nel corso della prima ora abbondante di partita ha coperto due, tre diverse posizioni e con evidente qualità nella facilitazione della manovra offensiva dei tedeschi nel secondo tempo.

I primi 70 minuti di Brandt evidenziano la sua centralità nel gioco di Favre
in foto: I primi 70 minuti di Brandt evidenziano la sua centralità nel gioco di Favre

Conte tenta di ritrovare equilibrio con Politano per Lukaku, ma l'Inter appare una squadra tesa, insicura, che non tiene le distanze, che sbaglia frequenti appoggi anche semplici. Politano non è nemmeno fortunato, si fa male alla caviglia sul primo contrasto e l'Inter non ha cambi. Ma è dietro che la squadra di Conte annaspa ad ogni scatto di uno scatenato Hakimi, che salta Sensi, chiede il triangolo con Sancho e, solo davanti alla porta, completa la rimonta.

Con l'ingresso di Piszczek, Hakimi definitivamente si va a sistemare tra i tre alle spalle di Alcacer, anche se di fatto è la posizione che ha occupato per tutta la partita.

Non c'è speranza, non c'è redenzione per un'Inter che ha perso la bussola lungo tutto il secondo tempo. Adesso la qualificazione sarà parecchio complicata. Servirà l'impresa contro il Barcellona, e potrebbe non bastare.