Dimenticare Mauro Icardi. All'Inter lo stanno facendo a passi forzati. Dopo aver dato la numero 9 dell'argentino a Romelu Lukaku all'arrivo ufficiale dell'attaccante belga dal Manchester United, adesso la società nerazzurra ha consegnato la ‘numero 7' ad Alexis Sanchez, altro acquisto dai red devils. La stessa che Maurito aveva ricevuto per un paio di settimane prima di partire e firmare per il Psg, dove indosserà la ‘numero 18'. Il ‘Maravilla' cileno, infatti si ritroverà sulle spalle il numero che lo ha accompagnato lungo la sua carriera, iniziata proprio in Serie A, all'Udinese e culminata con le stagioni all'Arsenal.

La ‘7' liberata da Icardi

Sarà dunque Alexis Sanchez a vestire la maglia numero 7 dell'Inter, senza ulteriori cambi tra le fila delle maglie ufficiali della squadra. Lo ha annunciato il club nerazzurro sui suoi profili social con una foto dell'attaccante cileno con la nuova maglia, dopo il passaggio di Mauro Icardi al Psg (dove avrà la '18'), a cui era stata assegnata dopo che la numero 9 era passata sulle spalle di Lukaku.

United, tra speranze e dura realtà

Alexis Sanchez all'Inter è alla ricerca del riscatto di fine carriera. A 30 anni e con una lunga esperienza in chiaroscuro in Premier League, il cileno ci riprova dalla serie A, dove era iniziata la sua ascesa, con i colori bianconeri di Udine. Il trentenne attaccante ha giocato solo 31 delle 77 possibili partite nei suoi 19 mesi ad Old Trafford dove non si è trovato mai benissimo: "Sono stato felice anche al Manchester United, ma ho sempre detto ai miei amici: voglio giocare e lì non sapevo mai se lo facevo e soprattutto perché. Non mi pento, è una delle più gloriore società inglesi, volevo vincere tutto con quei colori"

Stella dell'Arsenal, l'ombra dei red devils

Sanchez in Inghilterra aveva assaporato anche il successo e la consacrazione personale, a Londra, sponda Gunners diventando una delle più grandi stelle dell'Arsenal, dove ha segnato 80 gol in 166 partite.: "Quando sono andato lì dall'Arsenal è stato fantastico perché all'epoca lo United stava crescendo – racconta il cileno alla BBC – stavano comprando i giocatori per vincere qualcosa".