Non hanno segnato, ma non hanno rinunciato ad essere se stesse. Lo 0-0 tra Inter e Roma conferma la solidità dei nerazzurri, che nel secondo tempo hanno alzato il ritmo e la posizione di Borja Valero e Vecino, in campo per gli infortunati Sensi e Barella. La Roma si è opposta con la ricerca insistita e testarda del palleggio. Ha fatto girar bene palla nella parte centrale del primo tempo, ha rischiato troppo pur di uscire con il fraseggio anche dalla difesa. Ma ha dimostrato di avere equilibrio e identità, anche con Zaniolo centravanti di movimento. Certo, la sua presenza si è rivelata un possibile atout finché l'Inter è rimasta bassa e la Roma ha potuto gestire un possesso a ritmo non altissimo con i centrocampisti liberi di osservare il gioco. E' diventata un limite quando l'Inter ha pressato, le distanze sono aumentate e la Roma ha faticato a risalire il campo.

I numeri del match

La Roma ha chiuso con 39 passaggi in più nella trequarti d'attacco, 102 a 63, ma due tocchi in meno all'interno dell'area: 9 a 11. Tre i giocatori con più di 60 passaggi completati, e sono i tre difensori dell'Inter: Skriniar (79), Godin (77), de Vrij (66). Tutti i primi cinque per palloni serviti ai compagni negli ultimi 30 metri, però, giocano nella Roma: Mkhitaryan, leader, ne ha distribuiti 17 su 20 passaggi tentati; seguono Pellegrini, Kolarov (la sua spinta garantisce ampiezza), Diawara e Veretout. Il regista giallorosso riceve 54 palloni, tre in più del suo omologo nerazzurro Brozovic.

La Roma, che ha una difesa più territoriale, non poggia sui contrasti (Brozovic e Godin completano quattro tackle decisivi) ma sugli anticipi: pesano i nove di Diawara (6) e Smallling (3), che aggiunge anche un tiro bloccato e tre disimpegni di testa.

L'Inter ha tirato di più, 9 a 6, ha creato quattro grandi occasioni a zero, ma le conclusioni in porta restano in parità: 2 a 2. Un equilibrio che si rispecchia nel risultato.

Lo schema dei passaggi dimostra la ricerca della verticalità dell’Inter negli ultimi 30 metri e anche l’efficacia delle due squadre nel proteggere la difesa: tante le frecce rosse che indicano i passaggi sbagliati o intercettati
in foto: Lo schema dei passaggi dimostra la ricerca della verticalità dell’Inter negli ultimi 30 metri e anche l’efficacia delle due squadre nel proteggere la difesa: tante le frecce rosse che indicano i passaggi sbagliati o intercettati

Le formazioni

Centrocampo forzato per l'Inter, con Borja Valero e Vecino.  Scelte bilanciate sulle fasce: Candreva, più offensivo di Lazaro, a destra; Biraghi, più difensivo di Asamoah, a sinistra.

Nella Roma non c'è Dzeko, che ha segnato tre gol e servito tre assist al Meazza. Fonseca sceglie Zaniolo attaccante di movimento al posto del bosniaco e preferisce Santon (sesta da titolare) a Florenzi come terzino. Mkhitaryan e Perotti, gli esterni alti, possono diventare gli elementi chiave con i movimenti a stringere verso l'area mirati a creare un quattro contro tre e sfidare il compatto stretto trio di difensori nerazzurri.

Vecino copre più campo sul settore destro per combinare con Candreva, e da quella parte, alle spalle di Godin, Zaniolo per la prima volta si inserisce di fisico in progressione: si guadagna un calcio d'angolo, ma lascia intuire ai compagni una strada per squilibrare la difesa dell'Inter.

Nei primi 30’ si scambiano bene le posizioni Pellegrini e Zaniolo
in foto: Nei primi 30’ si scambiano bene le posizioni Pellegrini e Zaniolo

Entrambe le squadre manovrano da dietro, non cercano il pallone lungo. Skriniar e de Vrij scambiano 27 volte nel primo tempo, è la combinazione più frequente di passaggi, l'olandese e Godin 25.

La Roma controlla il possesso nel primo tempo

Per la squadra di Fonseca diventa così cruciale la posizione dei playmaker Veretout (30 passaggi nel primo tempo, leader di squadra), che dà equilibrio a una squadra con tanti uomini sopra la palla: il suo primo errore libera il primo contropiede dell'Inter, molto bravo Mirante su Lukaku. La Roma paga la testardaggine nel gioco corto con la difesa alta e contemporaneamente i centrali un po' troppo aperti.

Nell'Inter Brozovic fornisce una linea di passaggio per l'uscita bassa, anche se Pellegrini e Zaniolo orientano il pressing proprio per ostacolare questo movimento. Nel primo tempo, Brozovic riceve 23 palloni, quattro in meno di Candreva, anche se Vecino e Borja Valero insieme ne ricevono 26. De Vrij, che gioca al centro tra Skriniar e Godin, lo aiuta con la sua capacità di accorciare e difendere in avanti per agevolare le transizioni.

I movimenti dei tre centrocampisti centrali dell’Inter: Borja Valero e Vecino si abbassano molto, Brozovic gestisce la regia
in foto: I movimenti dei tre centrocampisti centrali dell’Inter: Borja Valero e Vecino si abbassano molto, Brozovic gestisce la regia

Entra Spinazzola, Zaniolo bene da centravanti

Il primo tiro della Roma lo porta Perotti (8′), ancora dal centro-sinistra, lato debole nella fase difensiva dell'Inter. La squadra di Fonseca si muove in funzione del pallone nelle due fasi, quando non ha il pallone si stringe in zona palla sacrificando l'ampiezza delle linee. L'Inter, per evitare l'inferiorità numerica nei pressi dell'area, si difende a quattro e qualche volta a cinque con Biraghi ed eventualmente Candreva chiamati a ripiegare. Anche perché i terzini giocano alti, e le ali possono accompagnare all'interno. Il guadagno in termini di uomini costringe l'Inter a schiacciarsi e sfruttare poi la velocità nella distensione in verticale.

Si fa male Santon, Fonseca inserisce Spinazzola. La Roma fa la partita, completa 50 passaggi a 35 nella trequarti offensiva all'intervallo, ma nel primo quarto di partita ha una sola occasione: un tentativo dal limite di Zaniolo, che dimostra di saper interpretare anche il ruolo di centravanti di movimento, quello che Totti aveva iniziato ad occupare nel 2005 quando segnò il pallonetto a Julio Cesar, uno dei suoi gol più belli di sempre.

La mappa dei passaggi nel primo tempo confermano la maggior presenza territoriale della Roma
in foto: La mappa dei passaggi nel primo tempo confermano la maggior presenza territoriale della Roma

L'Inter alza le mezzali e guadagna campo

L'Inter porta con rapidità tanti uomini dietro la palla, tiene alti solo Lautaro e Lukaku. La Roma invece tiene Diawara più basso su Lautaro con Smalling su Lukaku e Mancini libero di raddoppiare e pressare il portatore di palla nella sua zona. I nerazzurri, lenti nella circolazione, si vedono con una girata di Lautaro leggermente larga. Alla mezz'ora, la sfida tra le due squadre che hanno segnato di più nei primi 30′ è ancora sullo 0-0. Il pari senza gol è comunque il risultato più frequente nei precedenti al Meazza.

La Roma nel finale regala almeno due occasioni con uno stucchevole fraseggio da dietro: clamoroso il passaggio di Mirante a Lukaku al 43′, il belga appoggia per Brozovic che conclude alto. Si fa male Candreva: nel secondo tempo gioca Lazaro, e cambia molto.

Gli interventi difensivi dimostrano quanto la Roma abbia cercato di attaccare dal lato di Candreva e Godin
in foto: Gli interventi difensivi dimostrano quanto la Roma abbia cercato di attaccare dal lato di Candreva e Godin

La ripresa: l'Inter fa gioco, Fonseca mette Dzeko

Anche in avvio di rioresa, come nel finale di primo tempo, l'Inter guadagna campo e cambia passo grazie alle posizioni più alte e agli inserimenti più decisi di Borja Valero e Vecino, che costringe Mirante alla prima grande parata del secondo tempo. Le due mezzali spingono, per reazione, Veretout e Diawara ad arretrare. Si posizionano negli spazi di mezzo fra il difensore e il terzino, così i due mediani della Roma devono inevitabilmente allargarsi e coprire più campo. La posizione più coperta di Lazaro induce Kolarov fuori posizione, allunga le distanze tra Veretout e Kolarov e di conseguenza in prima battuta permette alle mezzali dell'Inter di occupare il centro a ridosso dell'area.

La Roma fatica a mantenere compattezza e risalire il campo e l'Inter manca un'altra occasione con un tiro alto di Lautaro (52′) e il destro di Biraghi (64′) neutralizzato dalla deviazione in fuorigioco di Godin. Con più spazi, l'Inter è più libera di allargare il campo, Lautaro si muove bene nella zona di centro-sinistra poi taglia dentro e viene ben chiuso da Spinazzola al 68′ (tocca col piede, palla che gli finisce sul braccio: tocco non punibile).

La heatmap del secondo tempo
in foto: La heatmap del secondo tempo

Fonseca ha bisogno di un uomo che possa dare profondità e insieme far salire la squadra palla al piede. Entra Dzeko per Perotti, Zaniolo arretra ma la partita si sviluppa in direzione e modalità diverse rispetto al primo tempo. Conte inserisce Asamoah per Borja Valero e D'Ambrosio per Biraghi, Fonseca lascia gli ultimi minuti a Florenzi per Mkhitaryan. Proprio D'Ambrosio si inserisce, con buona diagonale su cross di Lazaro, al 91′: Smalling chiude e suggella un pareggio che sceglie comunque di tenere sempre la linea alta. Rischia anche di sbagliare, ma vuole sbagliare con le sue idee. La Roma lo segue e ferma la capolista.