Se l'Inter è ancora aggrappata al sogno tricolore, il merito è anche e soprattutto di Antonio Conte che ha portato la sua mentalità vincente e indicato alla dirigenza i giocatori da portare assolutamente a Milano nella scorsa estate. Il campione che ha sicuramente fatto la differenza è Romelu Lukaku: attaccante per il quale Conte ha combattuto una ‘battaglia' personale con Marotta e gli altri dirigenti. Autore fino ad ora di 18 reti in 26 presenze stagionali, il bomber belga si è confessato ai microfoni di Sky Sport News.

Conte, il martello nerazzurro

"All'Inter mi sono ritrovato dopo un periodo difficile – ha spiegato il belga – Lasciare il Manchester United è stata la scelta giusta, perché le cose per me non stavano andando bene. Conte? Il mister ci guida tutti i giorni. Nessuno si allena tanto quanto noi, ma ora mi sento al top della condizione fisica. Dopo due settimane dal mio arrivo all’Inter ho parlato con il mio agente e gli ho detto che non riuscivo a sopportare gli allenamenti perché non avevo mai fatto questo tipo di lavoro. Ma Conte è costantemente lì e spinge tutti i giocatori a fare il lavoro. E lui ci riesce, ti spinge a fare ancora di più. Questo è fantastico per me e finalmente riesco a dare il meglio di me stesso".

La spazzatura e il gol nel derby

Il rapporto con il tecnico salentino è speciale, e Lukaku lo ha confermato nella lunga intervista rilasciata in Inghilterra: "Lui te lo dice direttamente in faccia se fai bene o sbagli – ha aggiunto l'attaccante nerazzurro – Mi ricordo che dopo la prima partita di Champions League contro lo Slavia Praga, dove ho giocato davvero male, lui mi ha rimproverato davanti al gruppo intero. Non era mai accaduto nella mia carriera, mi ha detto che ero veramente spazzatura e che sicuramente mi avrebbe tolto dopo 5 minuti se l’avessi fatto di nuovo. Qualche giorno c’era il derby e ho giocato una delle migliori mie partite".