Tante urla, ottime idee e un cartellino giallo. La partita di Antonio Conte è stata anche questa dalla panchina, riempiendo il Camp Nou a tratti ammutolito dal gioco della sua Inter, poi uscita sconfitta in modo immeritato dal campo di un Barcellona bello e irresistibile solamente nel finale grazie a Suarez. Per i nerazzurri però l'ennesima conferma di avere in costruzione una squadra che può diventare nel tempo forte e determinata. Personalità, approccio, gioco: non manca nulla ma si sa, in Champions League spesso la differenza la fa anche la dea bendata e le troppe occasioni sciupate nei primi 45 minuti pesano tantissimo.

Speranze qualificazione compromesse

Il rammarico alla fine è tutto lì, al risultato che poi è ciò che conta. La sconfitta inguaia l'Inter nel girone che al momento vede dominare Dortmund e Barcellona: 1 punto dopo due gare, poco forse troppo per sperare in un approdo agli ottavi di finale: " Questa partita andava ammazzata nel primo tempo, poi nella ripresa la qualità del Barça e il nostro calo fisico hanno portato ad abbassarci un po' troppo senza riuscire a portare pressione.

La consapevolezza dei propri nezzi

L'approccio iniziale è stato da grande squadra, domando il Barcellona e il Camp Nou e la rete di Lautaro nell'immediato ha sì facilitato il tutto ma ha anche confermato i progressi di una squadra che gara dopo gara sta prendendo sempre più forma e si presenta alla sfida contro la Juventus consapevole dei propri mezzi: "ci lecchiamo le ferite per questa sconfitta immeritata, ora dobbiamo lavorare per essere più forti. Stiamo costruendo un percorso con questi ragazzi, molti di loro non avevano vissuto questa esperienza. Sono encomiabili, ma questa sconfitta ci deve fare soffrire"

La querelle con l'arbitro

Anche un cartellino giallo, altro elemento che ha confermato lo spirito da combattente del tecnico: " Il rispetto deve essere reciproco, ci deve essere anche da parte loro nei nostri confronti. Stiamo parlando di un arbitro internazionale, che ha arbitrato l'ultima finale, non è l'ultimo arrivato. Questo mi lascia amarezza, ma non voglio dare alibi ai giocatori: io parlo di una mia sensazione personale.