Per il resto della sua esistenza non potrà mai più mettere piede a Ibrox. Un tifoso dei Rangers ha pagato con il prezzo più duro la cattiveria rivolta a Scott Brown, leader, capitano e bandiera del Celtic ah quale ha mancato di rispetto insultandogli la sorella morta di cancro nel 2008. Un affronto che i Rangers non hanno accettato comunicando immediatamente al club biancoverde di aver provveduto all'epurazione del ‘tifoso' bandendolo a vita.

Una lezione di vita ma anche l'ennesimo momento di stupidità che coinvolge il calcio. Arriva dalla Scozia e coinvolge le due società più gloriose e vincenti di Glasgow. Subito dopo l'ennesima sfida diretta, un tifoso dei Rangers ha atteso Brown davanti al bus e lo ha insultato: "Dov'è tua sorella?". Un affronto imperdonabile con i presenti che hanno temuto anche il peggio per l'eventuale reazione del capitano del Celtic. Che però è riuscito a controllarsi, fissando il giovane che è stato allontanato da altri sostenitori dei Rangers, consapevoli di aver superato ogni limite.

La sorella di Scott Brown, infatti è deceduta nel 2008 dopo una lotta persa contro il cancro e la frase irriverente voleva ferire nell'intimo il capitano della squdra avversaria nella maniera più vile possibile. Saputa la notizia, però, a intervenire senza indugio è stata proprio la dirigenza dei Rangers che ha individuato il ragazzo, lo ha segnalato e ha deciso di espellerlo a vita alle gare della squadra.

Un atto dovuto tra due squadre, società e tifoserie rivali che però hanno sempre rispettato un codice d'onore con limiti ben precisi. Questa volta, l'asticella è stata superata abbondantemente e poco importa se l'insulto era rivolto a Scott Brown, un giocatore spesso "odiato" per il suo modo di fare in campo a difesa dei colori del Celtic con i Rangers che hanno voluto far sentire la propria vicinanza al calciatore.