Marek Hamsik ha lasciato il Napoli a stagione in corso per andare in Cina. Quando uscì dal campo durante la sfida contro la Sampdoria lo fece a testa alta, portando una mano sul cuore e con l'altra salutando il pubblico. È stato l'ultimo capitano degno di chiamarsi tale, non foss'altro perché è andato via senza ribellioni o polemiche di sorta. Nei suoi confronti non c'è mai stata una sortita urlata e po' cafona del presidente, De Laurentiis. Lo slovacco ha accettato il trasferimento al di là della Grande Muraglia per un ingaggio stellare, che nessun altro club in Europa (a prescindere da quello partenopeo) gli avrebbe mai versato in tasca: circa 10 milioni di euro per 3 stagioni.

Chi avrebbe mai detto di no a un'offerta del genere? Nessuno, soprattutto se hai scollinato la cima dei 30 anni e sai che la tua carriera ormai ha preso la china discendente. È andato via per soldi ma il patron mai s'è permesso di bollare come ‘marchettaro' (cosa invece accaduta con Mertens e Callejon) l'ex capitano e nessuno in città lo ha accusato di tradimento o d'essere un mercenario. Qualcosa pure significherà?

A proposito della fascia di capitano (perché esserlo per davvero è un'altra cosa), Lorenzo Insigne la portava sul braccio anche contro il Genoa. Avesse un briciolo di amor proprio, dopo aver fatto la voce grossa nel giorno dell'ammutinamento ("dici a tuo padre che ce ne andiamo a casa") dovrebbe riporla. Metterebbe così la sordina a quei fischi che ne hanno oscurato il cognome durante la lettura delle formazioni o ancora quando la lavagnetta ha indicato il suo numero e il San Paolo ne ha accompagnato l'uscita dal campo con bordate di sibili e qualche insulto.

Quanto ad Ancelotti, il segnale che ha dato la squadra anche contro i liguri è stato molto chiaro: De Laurentiis ha lasciato in mano a lui – che aveva anticipato la ribellione schierandosi apertamente in conferenza contro il ritiro voluto dal massimo dirigente – il cerino e la responsabilità di trovare una soluzione alla crisi deflagrata dopo la Champions. In campo s'è visto un gruppo senza nerbo, che s'è limitato a un gioco scolastico. La solita formazione smarrita e spaesata con l'aggravante di non avere alcuno stimolo. Il presidente è in partenza per gli States, difficilmente esonererà l'allenatore al quale dovrebbe corrispondere una somma di circa 20 milioni lordi (staff compreso). Re Carlo è solo, dovrebbe abdicare e dare le dimissioni. Un atto dovuto anche a se stesso e alla propria professionalità.