Il Napoli non ha iniziato la stagione come voleva e, nelle ultime settimane, dopo la vittoria con il Liverpool in Champions League sono usciti diversi malumori in merito al mercato, alle scelte nel turnover e al modulo tattico. Al centro di diverse discussioni tecniche c'è l'utilizzo di Lorenzo Insigne che ha portato a continui cambi di modulo da parte di Carlo Ancelotti nelle scorse gare per cercare di sfruttarlo al meglio ma le cose non stanno andando benissimo. Sembra che queste situazioni siano figlie di storie nate nella scorsa estate, con il capitano azzurro ha fatto capire al tecnico che voleva tornare a giocare a sinistra e così, durante la sessione di mercato, è nato un patto che ha condizionato le strategie di Giuntoli & co. A riportare queste notizia è l'edizione odierna del quotidiano Repubblica.

Per accontentare il calciatore di Frattamaggiore la squadra partenopea è stata costruita in base al modulo 4-2-3-1 e sono stati rimessi in discussione gli equilibri precedenti, ripartendo da zero, ma non è bastato. Dopo l'esclusione di Genk, a Torino Ancelotti è tornato al 4-3-3 per inserire Insigne e metterlo a suo agio ma il tentativo è stato vano: il numero 24 è stato tra i peggiori in campo nonostante la fiducia del suo allenatore e lo sforzo tattico per esaltarne le qualità.

Lo sfogo di Antonio Insigne: Nemmeno le palle di dire la verità

La scorsa settimana all'ombra del Vesuvio ha tenuto banco il caso Insigne per l'esclusione del capitano dai convocati per Genk. Il fratello maggiore del calciatore, Antonio, si è sfogato sui social network per la decisione di Carlo Ancelotti di lasciare in tribuna il numero 24 e in un commento sul proprio profilo Instagram, prontamente cancellato, scrive: "Nemmeno le palle di dire la verità…un gol o un assist ogni 63 minuti…giusto è poco brillante". Al momento sembra si sia trattato solo di  turnover ma la situazione intorno a Insigne è ancora molto calda.