Il presidente della FIFA Gianni Infantino è stato il grande ospite della seconda edizione del Festival dello Sport, che quest’anno si tiene a Trieste. Infantino ha toccato tantissimi argomenti e ha parlato soprattutto dell’allargamento dei Mondiali che dal 2026 avranno 48 squadre e non più 32:

Il Mondiale è più un torneo dei popoli, un evento sociale incredibile in cui la gente si ferma per seguire partite di calcio. Le 48 squadre sono una conseguenza naturale della globalizzazione del calcio è una sfida di questa nuova Fifa.

Il Mondiale 2022 in Qatar d’inverno

Il Mondiale del Qatar si disputerà d’inverno, sarà una novità assoluta. Questo grande cambiamento ha creato enormi polemiche, che Infantino ha cercato, ancora una volta, di spegnerle. Infantino ha spiegato perché secondo lui quella del 2022 sarà un’edizione unica:

Insieme alla palle, useremo anche i palloni per decorare l'albero di Natale… Battute a parte, è anche giusto una volta ogni cento anni giocare il Mondiale in un posto dove mai si e' disputato e dove non si può giocare a giugno e luglio. Sarà una novità, dal punto di vista tecnico sono sicuro che sarà spettacolare, con giocatori freschi e non a fine stagione. Gli stadi saranno bellissimi, i campi spettacolari: si scoprirà una parte del mondo che molti non conoscevano. Molti criticavano la scelta di Russia 2018 ma è stato il migliore Mondiale di sempre. E in Qatar vogliamo fare ancora di più.

Infantino elogia la VAR

Il presidente della FIFA in passato è stato restio nell’accettare la VAR, adesso dopo averla vista all’opera in Champions e nei principali campionati europei ha capito che il calcio non può farne a meno e a Trieste Infantino ha ammesso l’errore e ha detto che il calcio così è più bello:

Il calcio grazie alla Var, è più bello, pulito e giusto. Ero abbastanza scettico, forse per la mia influenza italiana, però mi sono reso conto che effettivamente aiuta. Noi non ci rendiamo conto che il lavoro dell'arbitro e' difficilissimo. E se ce ne rendiamo conto, non lo diciamo: sono degli eroi, a parte essere dei ‘maniaci' del professionismo. Poterli aiutare senza snaturare il flusso il gioco, e' una bella cosa e oggi, dopo un paio di anni, il termine Var è gia' entrato nel vocabolario mondiale anche per altri ambiti.

Il problema del razzismo

Non si è nascosto Infantino quando si è trattato di parlare di razzismo, un problema che non riguarda solo l’Italia. Il presidente della FIGC Gravina si sta muovendo bene e oggi dovunque è molto più semplice identificare chi si rende protagonista di atti di razzismo:

Non è fenomeno solo italiano, non bisogna nasconderlo ma condannarlo in ogni sua forma. E agire: la Figc del presidente Gravina, che ringrazio, ha intrapreso passi importanti, con sanzioni per gli idioti che pensano ancora di poter comportarsi come razzisti. Bisogna prendere il problema sul serio, la nostra società sta diventando molto aggressiva. Oggi, nel 2019, è facile identificare anche chi fa ‘buuuh': si prende, si porta fuori e non si fa entrare piu' nello stadio. E poi sono atti di natura penale, ci sono le leggi. E qualora non ci siano, vanno fatte.