Tutti aspettavano Lukaku per il ritorno a San Siro oppure la prima di Alexis Sanchez bagnata da un gol o ancora un nuovo exploit di Lautaro dopo la tripletta con l'Argentina. E invece, il bomber di serata è stato Stefano Sensi, classe '95 altezza 1.68 di professione centrocampista. L'ex Sassuolo si è inventato un gol da vero bomber con una torsione in area di rigore a fine primo tempo, in anticipo sul colosso Becau, beffando Musso. Ma è stata una gara in salita, resa più semplice dalla follia di De Paul che rimedia un rosso diretto a metà primo tempo per una sberla a Candreva immortalata dal VAR. L'Inter ha vinto ma non convinto ma forse è il pensiero del debutto Champions che ha frenato testa e gambe.

Conte sorprende: Lautaro e Sanchez in panchina

Antonio Conte mischia le carte in vista della Champions League: Lautaro o Sanchez al fianco di Lukaku per l'Udinese? Nessuno dei due, vince il terzo incomodo Matteo Politano che si posiziona sul lato opposto di Candreva creando due ali larghe per inserimenti con palla e cross al belga. Una soluzione poco convincente perché con l'Udinese si suda e si fatica. Tudor mette in campo una squadra solida che nei primi minuti frena ogni velleità nerazzurra, mantenendo ritmo basso e pressing costante.

De Paul, schiaffo e rosso col VAR

Conte si sbraita, ma la gara non decolla e il gioco dell'Inter resta imballato tra i piedi di un Barella nervoso e Gofin che cerca avventure in avanti senza grande fortuna. Ne nasce un match che non esprime nulla fino alla mezz'ora quando ci pensa Rodrigo De Paul ad accendere la miccia: parole pesanti con Candreva e mano in faccia all'interista. Il VAR non perdona: rosso diretto e Udinese in 10.

Sensi, il vero bomber in campo

L'Inter però stenta a credere a tanta manna e tra gli applausi di un San Siro che incita per vedere una gara diversa, spunta la testa magica di Sensi che si inventa attaccante di razza, anticipando i difensori friulani con una mezza torsione in area piccola che infila la porta di Musso, impossibilitato ad intervenire.

Strigliata Conte, Barella resta sotto la doccia

Il primo tempo si chiude così, con i nerazzurri in vantaggio al riposo che permette a Conte di fare il punto della situazione con maggiore calma. Barella resta sotto la doccia a favore di Gagliardini, ma poco cambia malgrado un'Udinese in inferiorità numerica. I nerazzurri appaiono contratti, forse con la testa e le gambe già alla Champions.

Esce Lukaku, ecco il ‘Toro'

Conte prova a scuotere le sorti del match con un cambio a sorpresa: entra finalmente Lautaro, corroborato dal tris argentino ma a uscire non è né Politano né Candreva. E' Luaku – incolore e forse stanco – a lasciare il campo tra i tifosi che comunque applaudono il belga. Per il ‘Toro', l'occasione perfetta per dimostrare di valere più di quanto guadagna oggi (19° stipendio della rosa).

Il ‘Maravilla' nel finale di partita

Nel finale di partita Conte lascia spazio anche a Alexis Sanchez che così debutta nel suo ritorno in Serie A contro la sua ex squadra. Quindici minuti di qualità richiesti dal tecnico, qualche lampo di classe, tanta voglia di fare e un'occasione da gol per il cileno che accende San Siro per una gara che si incanala sui binari giusti e proietta l'Inter per una sera solitaria in vetta alla classifica.