Non sarà un Natale felice per molti. In Serie A, ma non solo, c'è chi si è ritrovato lontano dagli obiettivi prefissati in estate deludendo aspettative e frantumando speranze. Nel nostro campionato, chi non troverà alcun regalo sotto l'Albero è certamente il Napoli, tra le favorite (finalmente) per il tricolore e oggi, dopo solo 15 giornate, relegato quasi a metà classifica. In settima posizione, la stessa di altre nobili decadute in giro per l'Europa.

Nella cabala e nella numerologia il ‘sette' ha un significato particolare: è il numero spirituale per eccellenza, che indica la totalità, il movimento, l’evoluzione, la crescita, il cambiamento, la trasformazione. Nel nostro caso, evidentemente, il tutto ha una eccezione negativa perché al settimo posto dei massimi campionati continentali ci sono squadre che avrebbero dovuto in questo momento contendersi il primato. Se in Serie A c'è il Napoli di Ancelotti, in Premier League troviamo il Tottenham appena prelevato da Mourinho; in Bundesliga ecco i campioni di Germania del Bayern Monaco, in Ligue1 il Lione, nella Liga spagnola l'Atletico Madrid.

Serie A, Napoli: dall'ammutinamento ad Ancelotti

Uno stuolo di top team che stanno attraversando, ognuna per sè, la propria crisi, la propria trasformazione. A Napoli è cosa nota, il vaso (che nella smorfia partenopea non a caso è il ‘7') si è rotto: l'ammutinamento verso De Laurentiis e la società, le spaccature interne allo spogliatoio, la penuria di risultati, il presente e il futuro incerti di Ancelotti. Tutto ha portato ad un progressivo e inesorabile allontanamento degli azzurri non solo dalle zone di vetta ma anche dai posti validi per la Champions (oggi distanti 8 lunghezze)

Premier, Tottenham: la fine del ciclo Pochettino

Non va meglio al Tottenham che nel giro di una manciata di mesi si è visto trasportare dall'euforia della storica finale di Champions League all'attuale decadenza in Premier, con un cambio in panchina (Mourinho per Pochettino) e una involuzione che non accenna a frenare. I 10 punti nella ultime 5 partite fanno sperare che il trend si sia invertito ma in classifica oramai la frittata è fatta: il Liverpool primatista dista 23 punti, e il sorriso arriva solo guardando alla Champions dove è arrivata una qualificazione agli ottavi senza intoppi.

Bundesliga: Bayern, un cambio di guardia insufficiente

Va male, anzi malissimo anche al Bayern Monaco campione di Germania. I bavaresi hanno cambiato guida, salutando Kovac (ma non trovando continuità con Flick) e le sue idee che non hanno convinto nessuno, ma poco è cambiato. Nell'ultimo turno di Bundesliga si è dato spazio alla neo capolista, il Borussia M'Gladbach (vittorioso 2-1) mentre il Bayern veleggia con 7 vittorie, 3 pari e 4 sconfitte in 7a posizione, fuori dalla zona Europa.

Ligue1, Lione: l'involuzione di Rudi Garcia

Una situazione simile in Francia per il Lione, tra le più prestigiose e quotate franchigie transalpine. La squadra in mano a Rudi Garcia non ha però ritrovato continuità di rendimento e di risultati, scivolando in settima posizione nella Ligue1 dominata come sempre dal Psg. Lontanissimi i sette titoli consecutivi conquistati tra il 2001-02 e il 2007-08 che resero il Lione l'unica società francese a conseguire tale traguardo.

Liga, Atletico: troppi guai fisici e uno Joao ancora in rodaggio

Infine, tempi grami anche per Diego Simeone e il suo Atletico Madrid, incapace di ritrovarsi in Liga spagnola. Qui la situazione sembra meno preoccupante (a -1 dalla Zona Europa) ma la sfida per il titolo (che manca dal 2014) appare rimandata già alla prossima stagione. Per i Colchoneros hanno pesato moltissimo i problemi fisici di Diego Costa, Savic e Gimenez, uniti ad un rendimento ncora non da fenomeno di Joao Felix, il fiore all'occhiello dell'ultimo calciomercato