La partita di Champions League contro il Salisburgo è stato il manifesto perfetto del Napoli attuale. Il Napoli sarriano era la squadra che aggrediva senza tregua, sempre in avanzamento grazie a triangoli continui e capace di dare spazio alla fantasia delle sue punte in un contesto di gioco ben inquadrato. Oggi tante squadre in Italia e soprattutto in Europa hanno gli stessi principi (che vengono dal Guardiola del primo Barcellona, Sarri è anche lui un coevo, non un pioniere) e avendo calciatori spesso più giovani della squadra partenopea li applicano con maggiore furia e costanza. Proprio questo è stato il Salisburgo, una squadra aggressiva, che riaggrediva senza scampo i centrocampisti azzurri e che puntava forte su quattro attaccanti indiavolati nel primo tempo.

Haaland fa piccolo anche Koulibaly

A differenza del Napoli di Sarri però qui c’era un fulcro che muoveva tutto, Haaland, giocatore atleticamente superiore alla media, tanto che anche Koulibaly è sembrato piccolo, lento e appannato di fronte a lui. Ma il Napoli di Ancelotti è un’altra cosa rispetto a quello dell’allenatore oggi alla Juve e ha espresso il miglior gioco possibile in questo momento. Contro squadre che si chiudono il Napoli deve migliorare la velocità di gioco, ma sa che può arrivare al gol grazie alle sue tante alternative offensive. Contro le squadre ‘che li vanno a prendere' (come si dice in gergo) gli azzurri sanno rinculare, schiacciare le linee di difesa e centrocampo ai 25 metri e assorbire i colpi senza dare segni chiari di cedimento.

La consapevolezza della propria forza

Il Napoli di Salisburgo è il Napoli di oggi, una squadra che prima di tutto conosce la sua forza, la sfrutta, sposta piano piano le partite dove questa stessa forza può emergere. Nessuno nel Napoli si allarma per momenti anche lunghi di difficoltà. Tutti sanno che con calma e con l’appannamento obbligatorio degli avversari, i quali non possono correre forsennatamente per più di un’ora, viene fuori la cifra tecnica, gli interscambi ormai mandati a memoria e la sapienza di chi sa cosa serve per vincere queste partite.

Il Napoli che ha imparato a soffrire

Anzi il Napoli vero quest’anno lo abbiamo visto proprio in momenti difficili, dopo il primo tempo di Torino contro la Juve, di fronte al Liverpool campione d’Europa, dopo la sconfitta con il Cagliari e dopo il primo tempo di stasera. E questo è normale, perché chi ha principi e consapevolezze chiare, le chiama in causa proprio in momenti di crisi.
Ovviamente con le consapevolezze non batti le squadre che le hanno come te, con calciatori migliori dei tuoi, è l’ovvio del calcio.

In attesa che esplodano Lozano, Zielinski, Fabian

Per questo motivo, bisognerebbe fare uno step successivo, con calciatori in rosa che aprano nuovi orizzonti. Lozano ad esempio potrebbe fare qualcosa di diverso e di più, così come il duo Zielinski-Fabian giocando al loro massimo, ma per adesso il primo non trova il suo posto e i secondi salgono di colpi quando gli avversari iniziano a sbuffare.
Bisogna cercare il mare aperto e trovare una bella e nuova isola, per poter attaccare davvero chi vince.