Il Milan lavora per il futuro. Dopo aver messo le basi per provare a riportare il bilancio in equilibrio e, in attesa di risultati più confortanti dal campo, il fondo Elliott, maggior azionista del club rossonero, sta studiando il modello di business di uno dei club europei più titolati, il Bayern di Monaco, per provare a capire se la stessa esperienza possa essere adattata anche a Milano. Secondo indiscrezioni riportate nelle ultime ore riportate dal Sole 24 Ore, il fondo americano nei mesi passati avrebbe esaminato con interesse la possibilità di poter mettere in pratica la stessa tipologia di azionariato della società bavarese ma, al momento, non ci sono state conferme da parte degli interessati.

Il modello di azionariato e di business del Bayern Monaco

La squadra di calcio tedesca è gestita dalla Fc Bayern München Ag ma le quote azionarie sono state riviste nel 2014 con l’ingresso in società del gruppo assicurativo Allianz, già titolare dei diritti di denominazione sullo stadio: il 75% è detenuto dalla casa madre, FC Bayern München ev, mentre un 8,33% ciascuno è di proprietà della Adidas, maggiore sponsor del club e fornitore tecnico, di Audi e dalla società di servizi finanziari. I tre sponsor sono piccoli azionisti e hanno sborsato in passato rispettivamente 77 milioni, 90 milioni e 110 milioni di euro.

Il piano del Milan e l'assenza di sponsor importanti

Il modello di business del club tedesco ha come base il passaggio a piccolo socio, tramite un equity concesso a prezzi convenienti, da parte dello sponsor  e questa tipologia di azionariato non spiacerebbe ad Elliott per cercare di ovviare alla mancanza di sponsor di alto livello. Questo tipo di ipotesi è molto difficile da praticare in questo momento visto la mancanza di risultati sportivi e l’assenza della Champions League: questa situazione non attira le sponsorizzazioni dei grandi brand e per questo motivo l'idea è stata accantonata.

Questa ipotesi resta comunque sul tavolo, assieme a quello del nuovo stadio, anche se il board del Milan guidato da Paolo Scaroni dovrebbe riunirsi in questi giorni per l’approvazione del progetto di bilancio al 30 giugno 2019, che dovrebbe far segnare una perdita vicina a 80-90 milioni ma secondo altre fonti il rosso potrebbe essere anche superiore. Il fondo statunitense garantirà il suo sostegno ma il conto del suo investimento si sta alzando sempre di più e c’è chi pensa che il prossimo anno un riassetto azionario sarà necessario, almeno per le quote di minoranza.