Il fallimento della tessera del tifoso, gli incidenti tra ultrà e l’omertà dell’Osservatorio Nazionale

"La campagna abbonamenti per la stagione calcistica 2011/2012 dovrà proseguire secondo quanto stabilito – da ultimo – nel Protocollo d'intesa tra il Ministro dell'Interno Roberto Maroni ed i vertici sportivi: l'abbonamento, quindi, è subordinato al possesso della tessera del tifoso che occorre ricordare, è stata la protagonista di un anno ad "incidenti zero". E' quanto si è letto in una nota diffusa dall‘Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive in vista del prossimo anno quando si farà un altro passo importante verso la cosiddetta ‘tolleranza zero‘ nei confronti dei tifosi. Ovviamente, i pareri sono discordanti e la questione rimane aperta sulla reale funzionalità della Tessera per i tifosi, una sorta di "schedatura" obbligatoria per chi entra allo stadio per prevenire e scongiurare l'inserimento di persone male intenzionate e per permettere alle forze dell'ordine di circoscrivere eventuali teppisti in caso di incidenti.

SOLITE CONNIVENZE O VOGLIA DI CAMBIAMENTO? – Mentre sono iniziate tradizionalmente le campagne abbonamenti delle grandi squadre, l'As Roma aveva promosso una campagna ‘differente' senza l'obbligo della tessera per i propri tifosi trovando l'immediato veto dell'Osservatorio e riportando alla cronaca l'annosa questione della gestione di chi va allo stadio per vedere le partite. Non ci sarà alcuna "liberalizzazione" o "carnet virtuale" di diciannove partite, dunque. La Roma, con l'amministratore delegato Fenucci e con il responsabile alla biglietteria Feliziani, ha preso atto della decisione del Viminale. Si è presa i complimenti per l'iniziativa, gli attestati di stima e le pacche sulle spalle ma alla fine si è sentita dire di no, gli abbonamenti andranno solamente ai tesserati. Un no che la società giallorossa, convinta ancora di aver agito correttamente, non ha preso benissimo, tanto che a Trigoria è stata poi convocata una riunione d'urgenza per decidere come reagire alla decisione dell'Osservatorio, senza alcuna conseguenza effettiva. “L’abbonamento, quindi, è subordinato al possesso della tessera del tifoso che occorre ricordare, è stata la protagonista di un anno ad ‘incidenti zero’” fanno sapere dai vertici di chi controlla il calcio.

INCIDENTI ZERO? I DATI DICONO DI NO – E proprio il discorso sugli "incidenti zero" di cui si pregia l'ONMS è l'oggetto del contendere. La Tessera del Tifoso serve davvero? A sentire Maroni & co. sì, ma dando spazio ai numeri e ai dati c'è più di qualche perplessità. Alcune analisi e verifiche, fatte anche dagli stessi addetti ai lavori, hanno presentato per l'ultima stagione, una lista lunghissima – quasi infinita – di partite in cui si sono verificate intemperanze, più o meno accese. Tra queste spicca ad esempio il derby capitolino dello scorso gennaio tra Roma e Lazio. Sei arresti, cinquantasei denunce in stato di libertà, trentasette bombe carta sequestrate oltre a spranghe, tirapugni, passamontagna e fumogeni. E’ questo il bilancio preoccupante che raccontano le cronache: un tifoso laziale di 15 anni è stato accoltellato e un dirigente della società biancoceleste è stato ferito, seppur lievemente, durante l’aggressione al pullmann della squadra. Non da meno è stata poi Genoa-Milan del febbraio 2011: cinque tifosi denunciati a piede libero e torce e fumogeni sequestrati prima e dopo il match. Nei pressi dello stadio sono invece stati sequestrati bastoni ed aste rigide, mentre in una sacca, probabilmente abbandonata al momento dei controlli dai supporters ospiti, sono stati trovati bengala, bombe carta, un coltello e alcune lamette.

PER L'OSSERVATORIO E' UN ANNO DA INCORNICIARE – Bilanci da ‘guerra' si sono registrati anche per Fiorentina-Bologna del maggio 2011, Roma-Samp e Cagliari-Juventus con arresti e denunce a piede libero di numerosi tifosi. Ma il clou negativo si è raggiunto in Napoli-Brescia: sette tifosi lombardi e di un tifoso napoletano. Tutti con la tessera del tifoso in tasca e bastoni e mazze nello zainetto. Gli scontri si era verificati in via Terracina mezz’ora prima dell’inizio della gara. A far scoppiare la scintilla, un sasso lanciato contro uno degli autobus. Gli ultrà del Napoli erano tutti con il volto coperto da sciarpe o felpe. L’unico sostenitore azzurro arrestato è accusato anche di aver ferito un agente di polizia che durante la rissa era intervenuto per sottrarlo al linciaggio degli ultrà bresciani. I pullman con a bordo i sostenitori bresciani erano tutti autorizzati alla trasferta al San Paolo proprio perché dovevano trasportare appassionati regolarmente in possesso del documento imposto dalla riforma Maroni. Un bollettino simile a quello fatto registrare ai margini di Fiorentina-Juventus: 14 tifosi denunciati per rissa dalla digos, perché ritenuti coinvolti nei tafferugli che sono accaduti nel dopo gara.

INCIDENTI ANCHE IN ‘B' E LEGA PRO – E ci si sofferma solamente al calcio maggiore perchè anche la serie B e la Lega Pro sono state spesso coinvolte in problemi di ordine pubblico. Nessuno escluso come in Lecco-Pro Patria dove dodici tifosi ultrà della Pro Patria e cinque della Calcio Lecco sono stati denunciati all'autorità giudiziaria per rissa aggravata, resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, porto di oggetti atti a offendere e altri reati minori. Oppure nei playoff di B tra Torino e Novara dove un tifoso del Padova è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Altri due tifosi veneti sono stati denunciati perchè trovati in possesso di materiale esplodente mentre uno del Torino è stato deferito per invasione di campo. Altro esempio eclatante la doppia sfida – sempre per la promozione in serie B – tra Verona e Salernitana. All'andata, negli scontri tra le frange più violente delle due fazioni sono stati arrestati 14 tifosi della Salernitana e addirittura sono stati condotti in questura gli occupanti di un intero pullman. Al ritorno, in terra campana, stessa scena: dieci fermi, cinque dei quali tramutati nella notte in arresti, e 7 feriti tra le forze dell’ordine (2 carabinieri e 5 poliziotti). Poi,lo show del tecnico del Verona, Mandorlini che insulta i meridionali.
E la lista vede almeno altri 25 incontri in cui si siano registrati episodi di violenza. Un po' troppo, per dire "un anno a incidenti zero"…