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Il Diavolo aspetta Kakà. Ore decisive per riportare il brasiliano a Milano

Nonostante ci siano ancora dei nodi da sciogliere, società, squadra e tifosi attendono a braccia aperte il brasiliano. La dimostrazione è arrivata anche ieri: prima, dopo e durante il match contro il Bologna. Novità importanti, sono attese nella giornata di oggi!
A cura di Alberto Pucci
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Ricardo Kakà

Attesa snervante – Saranno stati si e no trentamila e, probabilmente, tutti avranno pensato la stessa cosa: quando arriva? Perchè il fatto che arrivi, per gli spettatori di Milan-Bologna, era ed è una cosa scontata. Il problema, al massimo, è capire quando. Che fosse un pomeriggio all'insegna del ricordo di uno dei giocatori più forti che abbia calcato l'erba (?) di San Siro, era preventivabile. Che ci fosse tutto questo ottimismo, forse meno. Galliani, con il suo sviscerato amore per il giocatore, si è messo in una situazione difficile e, probabilmente, avrebbe avuto bisogno di cisterne piene d'acqua per spegnere la passione che, pian piano, montava dentro e fuori lo stadio milanese. Un'eccitazione dilagante, talmente incontrollabile da portare ad esporre e vendere, in alcune bancarelle fuori dallo stadio, le maglie (quelle di questa stagione) con il nome di Kakà stampato sulle spalle. Pomeriggio surreale, quello di San Siro: dove la sfida contro il fischiatissimo ex Gilardino (che, con Kakà, ha vinto Champions League, Supercoppa europea e Coppa del mondo per club), è passata in secondo piano, tanto era evidente la sagoma ingombrante del "bambino d'oro" sopra la testa di giocatori e tifosi. Si è parlato solo ed esclusivamente del grande ritorno, ed era evidente che i "capannelli" di supporters rossoneri fermi al semaforo in attesa del verde e in coda davanti ai bar e botteghini dello stadio, discutessero animatamente su quante possibilità potesse avere Galliani di riportare a casa il brasiliano.

Tre anelli di ottimismo – I trentamila del Meazza, non sono che la punta dell'iceberg rossonero (e non) che attende la fumata bianca. Riccardino, come lo chiamano ancora da queste parti, è atteso da tutti: anche da chi non segue le avventure dei ragazzi di Allegri. Come Zanetti e Del Piero, Kakà è uno di quei personaggi amati trasversalmente da chiunque segua il calcio. E' colui che, parole e musica di Silvio Berlusconi, "ogni madre vorrebbe dare in sposa alla propria figlia". Nell'intervallo della partita di ieri, lo stadio si è animato come se fossimo in un grande "bar sport", in tutti e tre i suoi gelidi anelli, compresa la tribuna stampa che commentava le "breaking news" del pre partita e rilanciava le ultime dichiarazioni di Galliani, rilasciate ai microfoni di Sky Sport: "Di tutti i giocatori che sono andati via, nessuno ha suscitato l'effetto di Kakà, non è successo neanche con Ibra e con Thiago. Ci sono migliaia di tifosi rossoneri che sono orfani di Kakà dal 2009, tra cui il sottoscritto". Parole al miele, arrivate dopo quelle di Silvio Berlusconi ("Ricky è un grande giocatore, ed è rimasto nel nostro cuore"), che nella serata di venerdi aveva dato coraggio al "fronte" degli ottimisti. Un pensiero condiviso anche da Giampaolo Pazzini che, commentando il suo straordinario pomeriggio, dava virtualmente il benvenuto all'ormai ex "blancos": "Ben venga Kakà. Secondo me c'è un 65% di probabilità che arrivi: sono curioso di vedere come va a finire".

Ore decisive – Al di là di ogni possibile slancio ottimistico, rimane un dato di fatto: l'affare è maledettamente difficile. Le parole di Galliani sono reali e, certo, non di circostanza. Trovata, a quanto pare, la "gabola" per alleggerire il carico fiscale di Ricardo Kakà, il quale potrebbe rientrare in un caso particolare della legislazione spagnola, va ora trovato l'accordo con il Real Madrid e, soprattutto, con il giocatore che dovrebbe (letteralmente) dimezzarsi lo stipendio. Un "gioco delle tre carte" che, se dovesse andare in porto, avrebbe per la dirigenza rossonera e, in particolar modo per Galliani e Braida, lo stesso valore di uno scudetto conquistato sul campo. In questo ambito, i tifosi rossoneri possono stare tranquilli: i "magheggi" dell'ad milanista sono davvero infiniti e, dato che ci sono di mezzo i sentimenti (Kakà è come un figlio per Galliani), verrà fatto di tutto per accontentare il popolo rossonero. "Se Real e Milan si mettono d'accordo, io sono pronto" aveva dichiarato il giocatore pochi giorni fa. Oggi, ne sapremo di più. Oggi sapremo se dalle parole, si è passato davvero ai fatti. Kakà non solo ha la possibilità di tornare in campo con la "camiseta" milanista, ma ha anche l'occasione di lavar via le critiche che, nel giugno del 2009, lo accompagnarono a Madrid: giudizi impietosi, da una parte di tifoseria tradita, legati al Dio denaro e alle cifre che il brasiliano sarebbe andato a guadagnare. I soldi non fanno la felicità e Ricky pare averlo capito. Oggi dovrà dimostrarlo a tutti, ascoltando quel cuore che, dopo ogni gol, amava mostrare alla curva rossonera.

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