Finirà ma finché dura è lecito crederci ed è corretto goderselo. Il sogno del Cagliari dopo la vittoria sulla Spal è ancora più bello e concreto per una classifica che premia i sardi oltre ogni più rosea aspettativa. Certo, la stagione è lunga, siamo a un quinto del cammino eppure il quinto posto dietro le grandi di sempre e i 14 punti realizzati in 8 uscite sono qualcosa di importante, costruito attraverso l'investimento, il lavoro e l'impegno di tutti.

Ad oggi i numeri parlano (anche) sardo: dietro alla Juventus, all'Inter, al Napoli e all'Atalanta c'è infatti il Cagliari:  il successo contro la SPAL fa recitare alla squadra il quinto posto, a -2 punti dalla Champions, a +8 sul terzultimo posto. 

L'anno dello Scudetto, come oggi

Ciò che è stato realizzato fino ad oggi è qualcosa di epocale, al di là di quanto durerà e di come finirà la stagione in corso. L'ultima volta che il Cagliari è riuscito ad ottenere più dei quattordici punti attuali nelle prime otto giornate, in città si assaporava lo Scudetto, un traguardo storico per il club sardo (stagione 69-70), l'acme di una storia prestigiosa quanto priva di trofei da poter sfoggiare. Nell'anno del titolo furono 19 punti in otto gare considerando la proiezione con i tre punti a vittoria (allora erano solo 2): se il tricolore è una blasfemia, almeno l'Europa League diventerebbe traguardo più che straordinario.

Come nel 79 e con Gigi Riva

Ma la stagione che portò al titolo il Cagliari non fu l'unica ad avere un avvio così importante in classifica: in un altro paio di occasioni il Cagliari ha ottenuto almeno quattordici punti nelle prime otto gare. La prima volta accade qualche mese dopo lo Scudetto: i punti furono quindici, ma l'infortunio di Riva infranse i sogni di gloria con un settimo posto finale e l'eliminazione di Champions League. La seconda fu nella stagione 1979, con Gigi Piras e il Campione del Mondo Franco Selvaggi, quando i rossoblù ottennero lo stesso score, classificandosi settimi a fine annata.