Ibrahimovic: “Resto al Psg? Non so. E l’Italia mi manca”

Malpancismo dell'ultima ora oppure nostalgia canaglia? Ibrahimovic sembra contagiato da entrambe, tant'è che riserva il suo sfogo (l'ennesimo) ai media svedesi. Le sue parole rimbalzano fin sotto la Torre Eiffel e hanno un effetto dirompente. L'Equipe ha estrapolato solo alcune frasi, ma la versione integrale è un pugno nello stomaco dell'emiro e uno schiaffo sul muso alla grandeur dei francesi. L'incipit dell'intervista avrà mandato su tutte le furie lo sceicco che lo ha coperto d'oro pur di averlo al Paris Saint Germain. "Resto al Psg? Vedremo, possono succedere un sacco di cose. Tutte le volte che ho detto che sarei rimasto alla fine ho cambiato club. Stavolta non dico nulla. Ho ancora due anni di contratto ma tutto può succedere". Zlatan è così: si odia o si ama. Se lo trovi di buon umore bacia anche la maglia, altrimenti può anche ‘mandarsi a quel paese'… "L'Italia mi manca. I club con cui ho giocato, Juventus, Inter e Milan, sono i più grandi del mondo, ho vinto con loro e so cosa vuol dire essere un calciatore in Italia. C'è una grande differenza, l'Italia è il paese più fanatico per il calcio. Gli italiani sono abituati alle grandi stelle del calcio e quando arrivano li trattano in un certo modo. Se giochi in un grande club e vai a mangiare fuori il proprietario ti dice: il mio ristorante è il tuo. In Spagna non è così. Ci sono diverse culture e quella italiana mi piace un sacco". Non è che sputa nel piatto in cui mangia, però la cucina tricolore la apprezza di più. E quando gli chiedono del possibile addio di Ancelotti (italiano) diretto verso il Real Madrid rincara la dose. "Lui è positivo, ho un grande rapporto con lui e non voglio che vada via. E' l'uomo giusto per questo progetto e ha fatto incredibilmente bene, considerando la confusione che c'era all'inizio. A noi non dice un granché, è una questione privata fra il tecnico e la società. Chi vorrei al posto di Ancelotti in caso di un suo addio? No, io voglio Ancelotti e non penso a nessun altro". L'incertezza sul futuro della panchina lo infastidisce e Ibra non si nasconde. Anzi, rifila un'altra scudisciata al club. "Si parla molto dell'allenatore e dei giocatori, di chi va e chi resta. C'è molto fermento nell'aria e se hai giocato nel Milan o nel Barcellona non è una cosa a cui sei abituato. Ad oggi non sappiamo se l'allenatore se ne andrà o meno, lì una cosa del genere non è mai successa".