Zlatan Ibrahimovic cammina, ma la testa corre. Gioca a ritmi bassissimi, corre il meno possibile. Ma la sua sola presenza cambia lo scenario del Milan, che prende velocità anche se non perde l'imprecisione di fondo nella rifinitura e nelle conclusioni. E costringe la Sampdoria a perdere qualche metro di campo con la linea difensiva. Dal suo ingresso, al minuto 54, la Sampdoria che aveva creato due grandi occasioni a cavallo tra primo e secondo tempo, compreso un gol annullato, in avanti non si vede più.

La partita di Ibra inizia al minuto 54

Al minuto 54 di Milan-Sampdoria, Zlatan Ibrahimovic torna in Serie A. Sono passati sette anni e mezzo dall'ultima volta. L'ultima partita a San Siro l'aveva giocata il 13 maggio 2012, 2-1 contro il Novara. Le ultime reti in Serie A, invece, le aveva segnate una settimana prima, una doppietta per l'addio nel derby perso 4-2 contro l'Inter. Entra per Piatek, ma non è l'unico cambio di Pioli, che toglie Bonaventura per Leao. Ridisegna il Milan con il 4-4-2 con Suso e Calhanoglu esterni.

La Samp ha messo in difficoltà il Milan: gol annullato a Jankto nel primo tempo, fuga di Gabbiadini che tira su Donnarumma nel secondo.

Il primo pallone lo controlla spalle alla porta, la riceve da Calhanoglu e d'esterno destro la appoggia dentro l'area per Leao. L'intuizione non è affatto male, decisamente meno efficace il suo controllo in area.

La pressione che si avverte nell'area di rigore della Sampdoria fa abbassare la difesa di Ranieri. Ibrahimovic salta due volte di testa, prima appoggiando verso il centro su cross da destra, poi su un calcio di punizione dalla trequarti. E' pronto anche al 63′ dopo la conclusione da fuori di Calhanoglu che Audero ha respinto. Ibra, largo a destra, all'interno dell'area, temporeggia poi da fermo traccia uno scavetto morbido per la conclusione al volo di Krunic.

La partita di Ibrahimovic nella schermata Sofascore
in foto: La partita di Ibrahimovic nella schermata Sofascore

Ibrahimovic coinvolto in attacco

Il Milan dimostra subito di voler giocare, anche con un po' di fretta, verso Ibrahimovic. Come se lui dovesse e potesse cambiare la storia, salvare la squadra. Al 65′ si avvicina a Leao che però va da solo e calcia sul primo palo, pur da una posizione chiusa e con poche chances di sorprendere Audero.

Ibrahimovic è un valore aggiunto, e si vede. Al 68′ il pallone morbido verso il secondo palo scopre Leao libero, pronto al colpo di testa. Ma la precisione e la forza gli fanno difetto. Lo svedese rimane il più avanzato del Milan in fase di non possesso. E questo tiene in una certa apprensione la difesa di una Sampdoria che Ranieri ha trasformato nel segno dell'ordine e della consapevolezza. E' una squadra che si chiude bene ma senza essere passiva e riparte velocemente. Certo, la presenza di un attaccante "fuori scala" come Ibrahimovic scompagina anche gli equilibri e gli automatismi, aumentando le distanze da coprire nel risalire il campo nelle transizioni.

La partita di Ibrahimovic: ha completato 6 passaggi su 10, tirato una volta di testa, vinto due duelli aerei su tre. Ha creato una grande occasione, il cross per il colpo di testa debole di Leao
in foto: La partita di Ibrahimovic: ha completato 6 passaggi su 10, tirato una volta di testa, vinto due duelli aerei su tre. Ha creato una grande occasione, il cross per il colpo di testa debole di Leao

Ibrahimovic si muove poco, ma abbassa la difesa della Samp

La presenza di Ibrahimovic che si smarca nello stretto corridoio tra il centrale e il terzino avversario ha anche un altro effetto collaterale dal punto di vista tattico. La Samp, infatti, concede qualche metro in più tra difesa e centrocampo, e il Milan ha più occasioni per creare superiorità numerica fra le linee e andare al tiro da fuori. Il primo a beneficiarne è Calhanoglu, a cui Pioli concede libertà di tagliare dall'esterno verso il centro.

Ibrahimovic ha tempi di gioco e di intuito che i suoi compagni dimostrano di non possedere ancora. Non li ha Leao, il cui talento va ancora sgrezzato, che non vede lo svedese pronto a ricevere in posizione migliore per poter sbloccare la partita. Non li ha del tutto Krunic, beneficiario di una sponda di Ibrahimovic a un quarto d'ora dalla fine.

Ibrahimovic però condiziona in un certo senso anche i compagni, vedi Suso con cui invano triangola al tramonto della partita. Chiede il dai e vai, si inserisce sul primo palo in contro-tempo e lo spagnolo cambia idea rispetto alla giocata che gli verrebbe naturale. Il risultato è un appoggio di ritorno totalmente fuori misura. San Siro lo fischia, Ibrahimovic lo incoraggia. Il senso della sua presenza, e della sua partita, è tutto qui.