E' uno Stefano Pioli che oltre ad allenare deve anche vestire le vesti di motivatore, psicologo e all'occorrenza pompiere. Compito, quest'ultimo, molto delicato quanto importante vista la tensione che è scaturita dall'ultima prestazione a San Siro dove il Milan in vantaggio per due volte, due volte si è fatto raggiungere. Il colpevole? Per i tifosi ha un nome e si chiama Suso. Lo spagnolo è stato oggetto di feroci critiche sui social e l'hashtag #susoOut è diventato ben presto virale.

Una situazione allarmante nei confronti di un calciatore sul quale il Milan ha sempre puntato e che sarebbe anche un leader tecnico in campo se riuscisse a dare continuità alle proprie prestazioni. Ma la realtà è diversa: Suso è il problema di tutti gli allenatori che sono passati di recente sulla panchina del Milan, da Gattuso a Giampaolo e adesso a Pioli. Che, stando al clima teso attorno allo spafnolo starebbe anche valutando di lasciarlo in panchina.

Suso in panchina, concentrazione sulla Roma

Una scelta tecnica ma anche di opportunità per rasserenare l'ambiente e volgere l'attenzione generale altrove, ad esempio verso la delicatissima trasferta di Roma con il Milan che è chiamato a reagire all'Olimpico davanti ad una diretta avversaria per la corsa ad un posto per l'Europa 2020/2021. Dunque, il tecnico rossonero potrebbe varare una formazione diversa, puntando sulla rinascita di Cahlanoglu e il ritorno al gol di Piatek.

Come giocherà il Milan contro la Roma

All'Olimpico si potrebbe vedere un Milan tutto nuovo, con diversi moduli allo studio di Pioli che non si preclude alcuna via per tornare al successo. Il tecnico potrebbe optare per il 4-3-3 con Rebic esterno destro fino al 3-4-2-1 un cambio tattico radicale e forse prematuro per presentarlo contro la Roma, dando una svolta netta. La difesa a tre sarebbe un inedito e un azzardo e quindi si potrebbe optare per il 4-3-1-2 con il turco Calhanoglu, molto positivo domenica sera, a muoversi alle spalle di Leao e Piatek.