Hakan Sukur: insulti a Erdogan, rischia fino a 4 anni di carcere
Brutte notizie per quanto riguarda l'attaccante Hakan Sukur, ex attaccante di Torino, Inter e Parma, che adesso rischia grosso, con una condanna fino a quattro anni di carcere per aver insultato via Twitter il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Una situazione delicata e particolare che vede il bomber turco rischiare grosso malgrado la tesi difensiva si fondasse sull'inesistenza del fatto incriminato risalente allo scorso febbraio.
Hakan Sukur, 44 anni, ha infati sempre negato che quanto postato fosse rivolto proprio al presidente Erdogan ma la sua tesi non è mai stata accolta ed è scattata l'incriminazione. L'udienza preliminare adesso è attesa nelle prossime settimane: l'ex attaccante, appese le scarpette al chiodo nel 2008, si è dato quasi subito alla politica e nel 2011 è stato eletto in Parlamento nelle fila del partito Akp, quello di Erdogan, ma si è dimesso nel 2013. Il motivo è stata un'inchiesta per corruzione che riguardava l'attuale presidente e i suoi collaboratori più stretti, schierandosi con Fethullah Gülen, predicatore che vive negli Usa e nemico giurato di Erdogan.
I messaggi sul social network risalgono allo scorso febbraio e sono alla base dell'accusa portata avanti a Istanbul, al tribunale di Bakırköy, dove il viceprocuratore capo Idris Kurt ha chiesto una condanna a quattro anni per il calciatore, che è stato anche deputato con l'Akp del presidente turco.
Hakan Sukur al momento si trova oggi in America per lavorare all'apertura di un'accademia sportiva e imparare l'inglese. Ma questa situazione rischia di compromettere tutti i piani dell'ex punta. Il bomer, soprannominato il “Toro del Bosforo”, che nel 2002 realizzò il gol più veloce della storia della coppa del mondo, andando in rete dopo soli 11 secondi, da dicembre si è trasferito in California con la famiglia.