Quanto accaduto tra Bulgaria e Inghilterra ha fatto tornare purtroppo d'attualità il tema del razzismo. I cori dei giocatori di casa nei confronti degli avversari di colore, oltre a spingere l'arbitro a sospendere per due volte il match, hanno scatenato una reazione a catena. Condanna unanime da parte delle istituzioni, con le dimissioni del presidente della Federcalcio bulgara richieste dal Primo ministro. A Sky Sport 24 è intervenuto il presidente della Figc Gabriele Gravina, che ha detto la sua sui fatti di Sofia, annunciando provvedimenti esemplari nei confronti dei razzisti in Italia, con il possibile ricorso al Var negli stadi per stanare tutti coloro i quali si rendono protagonisti di episodi di discriminazione.

Cori razzisti in Bulgaria-Inghilterra le parole di Gravina sulle dimissioni del numero 1 della Federcalcio bulgara

Gabriele Gravina commenta così la decisione del Primo ministro bulgaro di chiedere le dimissioni del numero uno della Federcalcio dopo i fatti di Bulgaria-Inghilterra: "Mi sono fatto un’idea di grande sovrapposizione di diversi poteri, tra la valutazione politica, ambientale, di un governo, quello bulgaro, che ha imposto le dimissioni del Presidente Federale, già membro dell’Esecutivo della Uefa. Mi sembra poco delicato nei confronti della Federazione bulgara penalizzare un presidente per atteggiamenti dei propri tifosi".

Razzismo negli stadi problema non solo italiano

In questo avvio di stagione anche in Italia ci sono stati dei fenomeni di discriminazione (in primis i casi legati a Lukaku e Dalbert). Quanto accaduto a Sofia dimostra che il problema è molto più esteso, e grave: "Quello che è avvenuto a Sofia è purtroppo la dimostrazione che è un fenomeno diffuso e che solo fino a qualche settimana fa tutti, in Italia, gridavano allo scandalo, come se l’Italia fosse il paese di massima concentrazione della discriminazione razziale. E’ un fenomeno diffuso, ignobile, da condannare con grande durezza e diffuso in tutto il continente. Dobbiamo dunque riunire tutte le energie perché ci sia una reazione della politica sportiva, ma anche delle autorità di governo"

Gravina, il razzismo e la responsabilità oggettiva per le società

Cosa fare per combattere ogni forma di discriminazione negli stadi? Gravina ha fatto il punto della situazione, spiegando che il principale obiettivo è quello di definire i limiti della responsabilità oggettiva delle società che devono essere parte attiva nella lotta ai razzisti: "Chiesa massima collaborazione col Viminale, con un nuovo protocollo che prevede un rapporto di collaborazione con il Ministero dell’Interno. Abbiamo individuato due-tre aree di intervento, una legata all’educazione e alla formazione che richiede dei tempi medio-lunghi. Poi abbiamo previsto delle norme molto severe con sanzioni altrettanto severe, ma abbiamo anche imposto con un chiarimento, quello famoso dell’articolo 7 del nostro codice di giustizia sportiva, per disciplinare meglio la responsabilità oggettiva. Quindi le società, da oggi in poi, sono parti attive per combattere qualsiasi fenomeno legato alla violenza, alla discriminazione sia territoriale che razziale. Quindi il ricorso alla tecnologia e per fare questo lo dobbiamo fare, sì migliorando l’aspetto tecnologico, ma lo possiamo fare solo con l’aiuto delle forze dell’ordine e quindi con l’aiuto del Ministero dell’Interno.

Il Var contro i buu razzisti

E per vincere questa purtroppo non semplice battaglia Gravina chiama a raccolta tutti, e si dimostra pronto ad utilizzare il Var per riconoscere i "buu": "me non interessa la quantità dei cori, ma il principioNon mi interessa se il coro sia chiaro o meno. Per il solo fatto che sia fatto da uno, due o dieci soggetti, bisogna intervenire. Anche uno solo, deve essere perseguito. Le società oggi possono individuare i responsabili attraverso la tecnologia: abbiamo in mente una sperimentazione che sicuramente darà grandi risultati e ne riparleremo a breve. Una cosa è certa io non ho alcuna intenzione- e così il mondo del calcio- di abbassare la guardia. Mi stupisce che alcuni cori a volte vengano percepiti, altre volte no: bisogna capirne le ragioni, tutto questo non è normale. Per questo adotteremo il sistema VAR contro i buu".