Giudice condanna la FIGC per discriminazione verso un minorenne maliano
La FIGC è stata obbligata a tesserare un ragazzo minorenne proveniente dal Mali che si era visto negare l'iscrizione a causa di un articolo presente nel regolamento FIFA che vieta la possibilità di inserire in un club un giocatore straniero privo di regolari permessi di soggiorno da parte dei genitori o di chi ne fa le veci, nel Paese in cui vive. Il tribunale di Palermo ha ribaltato la decisione perché il regolamento dev'essere applicato solamente nei casi in cui è evidente e dimostrata una speculazione nei confronti dei minorenni, non quando un possibile inserimento in una società sportiva possa tutelarne la crescita e evitare ulteriori discriminazioni.
Una storia di buon senso che sta facendo il giro d'Italia trovando esclusivamente consensi davanti all'ottusa e imperativa messa in pratica delle regole vigenti senza valutare caso per caso. E' ciò che è accaduto tra la Federazione Italiana Giuoco Calcio e A.T. un ragazzino minorenne arrivato dal Mali e messo sotto tutela da due genitori a Palermo.
Il ragazzo non è stato tesserato da una squadra dilettantistica perché la FIGC non ha ricevuto il permesso di soggiorno applicando una normativa presente nelle direttive FIFA. Il giudice Ruvolo, che ha ribaltato la decisione federale, ha interpretato il regolamento Fifa in modo diverso: alcune corrette limitazioni all’iscrizione nei confronti di calciatori minorenni stranieri non accompagnati sarebbero legate evidentemente alla volontà di tutelare gli stessi ragazzi da manovre speculative. Invece di escludere i giocatori e discrimnarli, in buona sostanza, sarebbero finalizzate alla loro tutela, non certo all'esclusione dai campionati come accaduto ad A.T.
Il giudice ha sottolineato come l'esclusione da parte della FIGC ha prodotto un danno materiale al giovane ragazzo e ha quindi ordinato alla Figc l’immediata iscrizione e il provvisorio tesseramento di A.T. per il campionato “Giovanissimi regionali e sperimentali” 2015/2016.
