Gianluca Vialli in questi giorni è in Italia ed è al fianco della Nazionale che sta per conquistare la matematica qualificazione a Euro 2020. Da tempo si parla della proposta del presidente federale Gravina, che all’ex giocatore ha offerto il posto di capo delegazione dell’Italia. Da Roma Vialli ha parlato dell’offerta della FIGC ma anche della sua malattia.

Gianluca Vialli parla della sua malattia

Vialli quasi un anno fa parlò per la prima volta del tumore con cui sta lottando. Non si è mai nascosto l’ex bomber di Juventus, Sampdoria e Chelsea che è tornato a parlare della malattia in altre occasioni, l’ultima prima di oggi a Cremona quando disse che non stava battagliando, perché la battaglia non puoi farla con chi è troppo più forte di te. Da Roma Vialli sulla sua malattia ha detto:

Da marzo sto facendo altre cure. Devo essere nelle condizioni fisiche e mentali per affrontare questa sfida. Spero di poter essere al prossimo raduno della nazionale a novembre non solo da invitato ma con un ruolo. Con Roberto mi sento in buone mani. Io ora sto bene, sto continuando le cure. Bisogna avere pazienza, è più dura di quanto uno possa sperare, ma i risultati sono positivi e non ha senso che io non continui a fare una vita normale. Lavorare fa parte di questo, tutto va nel migliore dei modi.

Vialli e il ruolo di capo delegazione

Il presidente della federcalcio Gravina già lo scorso gennaio chiese a Vialli di accettare il ruolo di capo delegazione, ma l’ex calciatore e allenatore prese tempo. Adesso l’ipotesi si è fatta sempre più concreta e a novembre, in occasione delle ultime partite di Qualificazione a Euro 2020, con lo staff e i giocatori a Coverciano potrebbe esserci anche Gianluca Vialli:

Sono qui ufficialmente come ambasciatore dei volontari di Roma 2020, ma immagino che nei prossimi giorni potremo approfondire il ruolo di che mi aveva offerto il presidente Figc Gabriele Gravina. Lo ringrazio per aver avuto pazienza e di avermi aspettato. Valuteremo nei prossimi giorni. Devo essere nelle condizioni fisiche e mentali per affrontare questo incarico. Spero di poter essere al prossimo raduno della nazionale a novembre non solo da invitato ma con un ruolo. Con Roberto mi sento in buone mani.