Dopo la brutta prestazione di Udine, e la successiva partita di certo non spettacolare con il Brescia, il Milan è atteso dalla delicata trasferta di Verona e dal derby con l'Inter: il primo grande incrocio pericoloso del suo campionato. Reduce dai primi tre punti rossoneri, Marco Giampaolo ha lavorato e lavorerà anche nei prossimi giorni per portare in condizione tutti i giocatori, trovare gli equilibri giusti tra nuovi e vecchi e soprattutto individuare il modulo più efficace per far rendere al meglio le caratteristiche tecniche di tutti i suoi effettivi.

Partito in estate con il suo modulo di riferimento (il 4-3-1-2), dopo il mancato arrivo di Angel Correa e la batosta della Dacia Arena il tecnico di Giulianova ha subito cambiato idea. Contro il Brescia ha infatti utilizzato un iniziale 4-3-2-1 (che durante la partita si è anche trasformato in un 4-3-3) per cercare di liberare Suso da compiti esclusivamente da trequartista e per evitare a Castillejo di giocare come seconda punta.

In occasione del doppio impegno con le formazioni di Juric e Conte, probabilmente i tifosi del Milan vedranno lo stesso modulo ma con in campo nuovi giocatori. L'albero di Natale con il quale Giampaolo se la giocherà al Bentegodi, sarà inizialmente simile a quello usato con il Brescia, con la differenza che a gara in corso potrebbero entrare Theo Hernandez e Rebic: due giocatori che con l'Inter partiranno titolari.

Le scelte difficili

Contro i nerazzurri vedremo invece quella che potenzialmente potrebbe essere la formazione titolare. Davanti a Donnarumma, ci saranno Calabria (con Andrea Conti come alternativa), Duarte a fianco di Romagnoli in attesa di Caldara e Theo Hernadez sulla corsia mancina. A centrocampo le scelte saranno invece più difficili. Con Kessie confermato sul centrodestra e Bennacer in cabina di regia (Biglia sta meglio, ma è destinato alla panchina), a sinistra sarà ballottaggio tra Calhanoglu e Paquetà: quest'ultimo visto da Giampaolo solo come centrocampista e non come regista dietro le punte.

Piatek rischia la panchina

In attacco, infine, gli unici certi di una maglia sono Suso e Rebic. Con la dirigenza che preme per vedere in campo i nuovi acquisti, a serio rischio panchina ci sarebbe ancora Piatek. Il ‘Pistolero' milanista, a digiuno di gol da tempo, ha già conosciuto la panca col Brescia e deve guardarsi da Rafael Leao: l'acquisto più oneroso del club milanese, tornato galvanizzato dalla recente partita dell'Under 21 portoghese nella quale ha anche segnato un gol.