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Germania, lo spray per gli arbitri non è conforme alle norme UE

La sostanza utilizzata all’interno dell’ormai proverbiale bomboletta per far mantenere le distanze durante i calci piazzati conterrebbe sostanze nocive.
A cura di Marco Beltrami
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E' stata una delle innovazioni più utili introdotte nel mondo del calcio negli ultimi anni. L'ormai famosa bomboletta spray utilizzata dagli arbitri per far rispettare le distanze durante la battuta dei calci di punizione, dopo l'esordio nei Mondiali è stata adottata anche in molti dei massimi campionati calcistici europei. A sorpresa però dalla Germania arriva una clamorosa novità sulle stesse: le bombolette sono state dichiare non conformi alle norme UE perchè conterrebbero sostanze nocive. Dopo le indiscrezioni della Bild, il Tuev, ovvero la società che si occupa delle autorizzazioni di conformita' per i prodotti commercializzati in Germania ha confermato la mancanza dei parametri per approvare lo spray. Un portavoce del Tuev Ralf Dieckmann ha fatto il punto sulla vicenda dichiarando: "Il prodotto nella sua forma attuale non puòessere commercializzato ne' in Germania, né nell'Ue"

Le bombolette contengono sostanze nocive al loro interno  e sono altamente infiammabili

Le indagini hanno confermato che lo spray conterrebbe parabeni, ovvero sostanze che potrebbero rivelarsi pericolose per l'equilibrio ormonale. Come se non bastasse, le indicazioni sulle bombolette sono incomplete e non in tedesco. Non bisogna nemmeno sottovalutare il rischio infiammabilità delle stesse per la quantità di propellente talmente elevata da richiedere l'indicazione obbligatoria di pericolo per materiale altamente infiammabile. La Lega Calcio tedesca ora dovrà valutare la situazione decidendo il da farsi entro il 18 ottobre, data relativa all'introduzione dello spray nella Bundesliga. Questo il commento della DFB che ha già trovato una soluzione alternativa per non impedire agli arbitri di sfruttare questa risorsa: "Questa circostanza ci giunge nuova  e sarà  verificata. Comunque siamo già in contatto con altri produttori per avere alternative alla costosa importazione dall'Argentina".

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