E' stata la consacrazione di Gabriel Barbosa, Gabigol, giocatore del Flamengo ma di proprietà dell'Inter. Suoi i gol decisivi con cui i brasiliani si sono aggiudicati il trofeo più importante di tutto il Sud America: 2-1 contro il River Plate ribaltando avversari e risultato nei minuti di recupero. Uno show vero e proprio che ha infranto uno dei tabù che da sempre vige nel mondo del calcio: chi tocca la Coppa prima del match, poi perde le finali. Gabigol è stato più forte anche della tradizione.

Nemmeno la cabala ha fermato l'estro di Gabigol che all'82' e al 93′ ha deciso di chiudere i conti personalmente con il River Plate regalando al Flamengo la sua seconda Libertadores. Un finale in crescendo per il centravanti di proprietà dell'Inter, autentico protagonista della gara (espulso poi nel concitato finale) che ha visto trionfare i brasiliani sul River Plate campione in carica. Coronando al meglio una stagione fantastica perché proprio grazie alle sue reti i rossoneri carioca avevano già primeggiato in campionato.

Più forte della ‘maledizione'

Ma la nota ulteriore che rende magica la serata di Gabigol è che l'attaccante brasiliano è riuscito anche a infrangere la sorte avversa di chi, prima della finale, tocca la Coppa. Era, fino a domenica sera, una di quelle regole non scritte che si ripete: se un giocatore tocca il trofeo prima di entrare in campo, allora la sua squadra non avrà gloria nella finale. Invece, la maledizione si è spezzata.

Tra i precedenti anche la finale di Istanbul Milan-Liverpool

I precedenti di chi ha sfidato la sorte, perdendo, sono tantissimi e riguardano diverse competizioni internazionali. Ci fu Payet che nell'ultima finale giocata dal Marsiglia, in Europa League, toccò la coppa.A fare festa fu l'Atletico Madrid. Ma c'è anche un po' di Italia in questa ‘maledizione':  con Gattuso  che toccò la coppa prima della famosa finale di Istanbul tra Milan e Liverpool, con il trofeo che volò incredibilmente in Inghilterra.