Fuerte Apache: i gol di Tevez asso di Champions League per la Juve

Tre partite ufficiali, una in Supercoppa e due in campionato. Carlitos Tevez come Roby Baggio, il ‘dieci' sulle spalle e 3 gol (‘codino', però, ne fece 2 su rigore) messi a segno finora per alleggerire un'eredità pesante. ‘Fuerte apache', c'era scritto sulla t-shirt che ha mostrato al pubblico dello Juventus Stadium dopo aver dato il colpo di grazia alla Lazio: perché la stagione dell'argentino sarà tutta così, d'assalto. Dimenticare (e far dimenticare) Manchester – sponda City -, le amarezze della Premier e le disavventure fuori dal campo. (Ri)conquistare la nazionale e l'attenzione del ct Sabella nell'anno che conduce al Mondiale in Brasile. Trascinare i bianconeri al terzo scudetto consecutivo e, magari, verso una Champions che sembra un miraggio. Carlito's way… la strada lo ha segnato e la strada percorsa finora lo ha portato in cima all'attacco della Juve. Ma non è finita. Aveva pensato di smettere di giocare – raccontò poche settimane dopo il suo arrivo –, in Italia ha ritrovato la voglia di giocare ed essere protagonista: fare gol è il suo mestiere, e poi assist per tutti, corse a centrocampo per recuperare palloni e avviare il contropiede. "A noi manca forse qualcosa per essere davvero i più grandi, ma in Champions dobbiamo provarci". Carlito's way in Serie A sembra quella buona e la Premier è già nel cassetto dei ricordi: "Qui non si può tenere troppo il pallone, Conte in dieci lezioni mi ha spiegato tutto".