Dategli un pallone e un paio di scarpette da calcio, vi solleverà il mondo. Il tempo (da giocatore) per Francesco Totti non s'è mai fermato, dentro di sé ha ancora quel fuoco sacro che da ragazzino ti regala sogni bellissimi e da adulto (per lui che aveva classe) ti spinge sotto la Sud a festeggiare i gol e i momenti più belli della carriera. Lunedì sera l'ex capitano della Roma è tornato in campo in una partita ufficiale, lo ha fatto nel campionato di Serie A1 di Calcio a 8 alla guida della sua squadra ‘Totti Sporting Club C8'. Maglia di colore nero con fregio bianco sui bordi, numero 10 sulle spalle (avrebbe potuto mai indossarne una diversa?), calzettoni abbassati e spirito di sempre.

Il ‘debutto' di Francesco Totti al Centro Sportivo Longarina

Fa nulla che le porte sono più piccole, le dimensioni del rettangolo verde sono ridotte e dinanzi a te non hai la maestà dell'Olimpico ma poche gradinate (pienissime). Quando gioca l'ex della ‘magica', il campione del mondo con la Nazionale, l'uomo che ha dato del tu a Panenka e gli ha chiesto in prestito un cucchiaio, null'altro puoi fare che stare lì a guardare, col telefonino in pugno, la reflex tra le mani e la videocamera pronta a catturare ogni attimo di quello che nella Capitale (e un po' per il calcio italiano) è un piccolo evento. Al Centro Sportivo Longarina c'erano circa 300 tifosi, giornalisti e fotografi: Totti per loro e loro per Totti, come ai ‘vecchi' tempi.

Siamo qui per una buona causa – dice Totti poco prima del fischio d'inizio – che è quella del Bambin Gesù. È l'unico motivo per il quale gioco. La squadra? Gli mancava un giocatore e mi hanno chiamato. Non so se il mister me le farà giocare tutte… Se ce la faccio? Certo, faccio correre il pallone mica devo correre io (sorride, ndr)?

Gol su punizione, vittoria per 4-2 all'esordio nell'A1 di Calcio a 8

Accanto a Totti c'era qualche buon amico ed ex compagno di squadra come Tonetto, nelle prossime partite faranno capolino anche Candela, Taddei, Cassetti, Pizarro, Perrotta e Mirko Vucinic. Amarcord giallorosso. E un po' viene il magone. La partita? È finita 4-2 per la squadra del ‘capitano', ci ha pensato lui stesso a fissare il risultato sotto gli occhi (anche) del figlio Cristian e del fratello Riccardo. Come? Con una punizione delle sue perché certe cose non cambiano mai e non le puoi cancellare anche se sono passati circa 2 anni da quando salutò, emozionato e in lacrime, i settantamila dell'Olimpico accorsi allo stadio. Era il 28 maggio del 2017. Totti per loro e loro per Totti.