Minacce allo Sporting Locri, il presidente: “Squadra in campo il 10 gennaio”

A cura di Alberto Pucci
Immagine
Il presidente della società sportiva calabrese rimane fermo sulla sua decisione di lasciare, dopo le minacce ricevute dalle sue ragazze ma spera possano scendere in campo nel prossimo turno di campionato.

A Natale si è tutti più buoni, ma qualcuno a Locri evidentemente non la pensa così. A denunciare l'incredibile storia (per nulla a lieto fine) della società sportiva dilettantistica "Sporting Locri", ci ha pensato direttamente il presidente Ferdinando Armeni che, stanco delle minacce subite, si è trovato costretto a ritirare la sua squadra di calcio a cinque femminile. Una decisione parzialmente modificata con il passare delle ore dal presidente che pur ribadendo la volontà di chiudere, spera che le sue ragazze possano comunque scendere in campo il 10 gennaio: "L'auspicio che le ragazze dello Sporting, insieme allo staff tecnico, possano scendere in campo il 10 gennaio contro la Lazio, nel prossimo turno di campionato. So benissimo che è importante reagire e non cedere alle intimidazioni, ma al momento la mia decisione è quella di chiudere. Per questo ho espresso la possibilità di cedere la squadra affinché questa realtà continui a vivere. Non ho la serenità giusta per proseguire le attività dello Sporting Locri perché quanto è accaduto ha turbato la mia vita personale. La stessa società è disposta ad incontrarsi con le istituzioni e con gli organi che si sono proposti di rilevare il gruppo a costo zero e senza alcun debito. Confido nelle forze dell'ordine affinché si faccia luce su quanto è successo".

La formazione calabrese, che militava nella Serie A di categoria, dopo 6 anni di attività rischia di sparire. Le prime parole a caldo di Armeni nei giorni scorsi hanno chiarito i motivi della scelta: "Siamo rammaricati di dover chiudere dopo questo percorso bello ed entusiasmante, che ci ha consentito quest'anno di diventare la squadra rivelazione del campionato nazionale di serie A – ha dichiarato Armeni alla stampa locale – Non riusciamo a capire quali interessi ci possano essere da parte di chi vuole ostacolare la nostra attività. Siamo basiti perché il nostro è solo un hobby, una passione calcistica. Non è accettabile che si possa correre il rischio di poter essere colpiti anche nei nostri affetti più cari".

L'orgoglio del presidente – Il tutto è nato dai primi messaggi intimidatori recapitati alla società calabrese. Bigliettini di minacce arrivati poco prima di Natale, che hanno preceduto lo spiacevole episodio della foratura di una delle gomme della macchina del presidente stesso: "Può darsi che si tratti di una bravata, ma davvero non ce la sentiamo di andare avanti come se nulla fosse accaduto", ha spiegato Armeni nel suo grido di protesta. Minacce che hanno spaventato i responsabili della società e costretto il presidente a chiudere anche il sito internet sportinglocri.com che, da oggi, mostra una pagina bianca con la scritta eloquente: "Chiuso per dignità". In seguito a questa decisione, Armeni ha ricevuto diversi messaggi di solidarietà: da quello del deputato Pd e componente della commissione Antimafia, Ernesto Nagorno, fino a quello di Arturo Bova, presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta, passando per il sostegno del sindaco di Locri, Giovanni Calabrese. Sull'incredibile episodio, stanno ora indagando i carabinieri e la Digos, allertati dalla denuncia dello stesso Armeni.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views