Flavio ‘caccia topi' è il bomber del Santa Cruz di Recife che, grazie al gol segnato nella sfida contro il Betim Arruda, ha trascinato il suo club nella Serie B brasiliana. Storia vera, che sembra uscita da un racconto di Soriano. Dal ‘rigore più lungo del mondo' alla carriera di Flavio Augusto do Nascimiento che laggiù, in Sudamerica, è divenuto un idolo per le sue imprese e una vita avventurosa. Roba da favola, da ragazzo cacciava i topi – si legge sul portale carioca Lancenet – con una fionda e adesso il suo nome rimbalza da quell'angolo di mondo ai margini di tutto fino all'Europa. "Avevo una mira straordinaria con la fionda – afferma -, se tutti i ratti che ho colpito fossero diventati gol, avrei segnato più di Pelè". E tanto basta per renderlo famoso: interviste, una canzone a lui dedicata e l'entusiasmo crescente dei tifosi che lo vorrebbero convocato nella Seleçao.

Voglio una vita spericolata. La sua, quella di Flavio ‘caça-rato', è ‘una di quelle fatte così' in un quartiere degradato dove puoi morire perché ti ritrovi nel bel mezzo di una sparatoria: sì, nel 2010 gli è capitato anche questo. Un paio di pallottole lo colpirono alla gamba: restò ferito, guarì e tornò a giocare. A correre appresso alla palla come fosse un topo da cacciare e mettere in rete. Indossa la maglia contrassegnata con il ‘7', il numero magico dei bomber perché a indossarlo è Cristiano Ronaldo, ma Ronaldinho è il suo mito. "Il mio sogno? Giocare nel Real Madrid oppure nel Barcellona". La caccia è (ri)partita.