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Fiorentina, Rodriguez: “Mi godo il momento. Higuain? Pronto a fermarlo”

Il difensore viola aspetta con ansia la sfida del San Paolo e parla dell’exploit dell’undici di Paulo Sousa in campionato: “Abbiamo riscritto la storia, il primo posto a Firenze mancava da sedici anni”.
A cura di Alberto Pucci
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Napoli e Fiorentina, Fiorentina e Napoli. Da giorni si parla solo di loro: della squadra di Paulo Sousa capace di rifilare quattro reti all'Inter di Roberto Mancini, e di quella di Maurizio Sarri anch'essa capace di sbancare lo stesso stadio (con lo stesso risultato) nel match contro il Milan. Se sarà tricolore, a Fuorigrotta o in riva all'Arno tutti si ricorderanno della vittoria di San Siro: la gara che ha regalato ad entrambe, la consapevolezza di poter ambire a traguardi prestigiosi. Ironia della sorte, nel prossimo weekend le due bellezze del calcio nostrano si ritroveranno di fronte, in una specie di "spareggio" tricolore: "Ma io non vorrei parlare di scudetto – ha spiegato Gonzalo Rodriguez, davanti alle telecamere di Sky – Manca ancora tantissimo e dobbiamo goderci il momento. Non sempre capita di essere lassù e, nel nostro piccolo, abbiamo riscritto la storia. A Firenze il primo posto mancava da sedici anni".

Un duello tutto argentino – I novanta minuti del San Paolo saranno, insieme a Inter-Juventus, il piatto forte dell'ottava giornata di campionato. Una partita che, al di là del sogno tricolore, potrebbe valere molto per entrambe anche per la sola lotta alla zona Champions League: "Mi hanno detto che il nostro direttore sportivo Pradé firmerebbe per il terzo posto – ha continuato Gonzalo Rodriguez – Questo è il suo parere, io penso a vincere la prossima partita. Vedremo solo alla fine dove saremo arrivati". Il "rendez-vous" napoletano avrà un sapore particolare per Gonzalo Rodriguez che, insieme ai compagni, avrà il compito di fermare soprattutto "l'altro" Gonzalo: "Non sarà una sfida tra me e Higuain, ma tra Napoli e Fiorentina. Una partita si gioca insieme a tutta la squadra e non uno contro uno. Higuain è fortissimo e sa muoversi su tutto il fronte d'attacco. Non toccherà solo a me fermarlo, ma al compagno che si troverà nel suo raggio d'azione in quel momento".

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