Frank Ribery si è già preso Firenze e Firenze si è già innamorata di ‘Scarface'. Il francese ex Bayern Monaco che in estate ha lasciato la Germania senza garanzie e che si è tuffato nell'avventura viola con anima e corpo, utilizzando la propria esperienza da mettere a disposizione dei più giovani ma anche cercando di dare la propria mentalità e i propri insegnamenti ai più giovani. I risultati si stanno già vedendo anche se il cammino è lungo e non privo di ostacoli.

La mentalità vincente, il ‘lavoro' sui giovani

Se la Fiorentina di Vincenzo Montella oggi è una realtà e si è scrollata di dosso i problemi di avvio stagione, lo si deve anche alla crescita di Ribery che con i suoi assist e le sue giocate ha permesso ai gigliati di trovare fiducia nel proprio progetto. Un allenatore in campo ma anche il primo della lista a mettersi a disposizione di mister e compagni, spesso optando per i più giovani, coloro che possono e devono imparare e dare certezze.

Le parole di Toni sono state importanti. Con la dirigenza è scattata subito la scintilla, qui i tifosi sono eccezionali mi ricordano Marsiglia. Senza di loro non siamo nulla e ci spingono a fare sempre meglio. Parlo molto con i giovani in campo, come Chiesa e Castrovilli: ho vinto tutto, posso insegnare qualcosa e vedo che mi seguono volentieri

Un calcio più tattico, l'intesa con Montella

L'avventura di Ribery a Firenze è arrivata quasi per caso, dopo l'addio al Bayern Monaco ma non per caso si sta concretizzando in qualcosa di concreto e produttivo: lavoro, disciplina, esperienza e disponibilità. Ribery ha trovato l'immediata intesa con tecnico e compagni e adesso sta ritrovando anche la forma fisica, essenziale per affrontare un campionato difficile come la Serie A.

E' un campionato duro, si corre meno ma c'è moltissima tattica. E' positivo perché posso imparare qualcosa di nuovo. In Germania si corre dal 1′ al 90′ qui è diverso e mi piace dare una mano a Montella: è un tecnico che sa di calcio e cosa vuole. Io mi sto allenando notte e giorno

Da Zidane l'insegnamento più importante

Dopotutto il francese ha esempi cui si ispira che hanno fatto la storia del calcio francese e non solo: da Henry a Zidane, passando per i consigli del suo amico ed ex compagno ai tempi del Bayern Luca Toni, uno che conosce come casa sua l'ambiente gigliato. Tutti elementi che lo hanno portato a sfidare il destino calcistico in una realtà che ha voglia di emergere e che con Ribery sembra aver intrapreso la strada giusta per farlo.

Il mio esempio è stato Zidane, mi ha dato moltissimo sotto il profilo del professionalità. E' questo ciò che vorrei per la Fiorentina: un gruppo in cui tutti si aiutano e lavorano gara dopo gara. So che possiamo fare un buon campionato, ma conta l'insieme. Il campione da solo non va da nessuna parte