Il mondo del calcio sta per essere messo sottosopra da un'importante inchiesta partita nei giorni scorsi. La Procura Federale ha infatti avviato un'indagine per valutare eventuali irregolarità commesse nel marzo del 2018, in occasione della votazione che ha portato Gaetano Micciché sulla poltrona della Lega di Serie A. Nel mirino degli uomini della Procura ci sarebbe la modalità con cui è stato eletto l'attuale presidente: per acclamazione e per decisione del presidente del Coni, all’epoca commissario della Lega Calcio, Giovanni Malagò, e con le schede poste nell’urna che non furono mai scrutinate. Nelle prossime ore la Lega dovrà dunque consentire l'accesso agli atti per l'indagine: procedura che verrà portata avanti insieme ai primi colloqui con i vari tesserati, presenti durante il giorno dell'elezione.

Su cosa sta lavorando la Procura

L'inchiesta avviata dalla Procura Federale, prende quindi spunto da alcuni dettagli non di poco conto: la non indipendenza di Gaetano Micciché (che risulta ancora nel consiglio d'amministrazione di RCS, guidata dal presidente del Torino Urbano Cairo), uno statuto non approvato dalla Figc (cambiato all'ultimo minuto con la scelta del voto unanime che ha portato all’elezione) e uno scrutinio palese anziché segreto (voluto fortemente da Malagò) che ha portato ad una votazione per acclamazione non prevista nello statuto, con i voti per iscritto finora rimasti in una cassaforte negli uffici della Lega.

L'anomalia del metodo di voto

L'elezione del presidente, come riporta Business Insider Italia, sarebbe dunque dovuta avvenire seguendo lo statuto in vigore, anche perché l'ok della Figc per lo statuto modificato arrivò soltanto una settimana dopo le elezioni. Da via Rosellini, sede milanese della Lega di Serie A, nessuno si è detto al momento preoccupato di questa indagine e tutti giurano sulla massima regolarità delle elezioni. Toccherà però al procuratore federale Pecoraro valutare gli incartamenti e decidere se procedere o meno con i deferimenti.