Le immagini di quanto accaduto a Sofia hanno fatto il giro del mondo. Impossibile derubricare quanto accaduto a semplice sfotto' oppure all'azione di pochi sconsiderati. La gara tra Bulgaria e Inghilterra è stata interrotta per due volte a causa dei cori razzisti e degli insulti nei confronti dei calciatori di pelle nera della nazionale d'Oltremanica. Il commissario tecnico dei padroni di casa è arrivato a negare tutto, il presidente della federazione s'è dimesso mentre la Uefa ha aperto un'inchiesta ufficiale per gli episodi d'intolleranza che hanno scandito la gara delle qualificazioni a Euro 2020.

Il caso Bulgaria, il presidente Infantino pronto a regolamenti più severi

Le sanzioni attese sono durissime, difficile che tutto si risolva comminando una multa (anche pesante) molto più probabile una punizione severa con tanto di squalifica e gare da giocare a porte chiuse. Nell'attesa che la commissione disciplinare emetta il verdetto, a rincarare la dose è anche il numero uno della Fifa, Gianni Infantino, che arriva a invocare maggiore coesione tra tutti gli organi di governo del calcio e determinazione nell'adottare provvedimenti "più forti ed efficaci per sradicare il razzismo dagli stadi".

Tolleranza zero della Fifa: bandire a vita i razzisti dagli stadi

Qual è la ricetta del massimo dirigente? Semplice, semplice e soprattutto votata alla tolleranza zero. Prevenzione e repressione sono due aspetti che il presidente della Fifa coniuga all'insegna di regolamenti che "prevedono divieti a vita di entrare negli stadi per coloro che sono stati giudicati colpevoli di comportamento razzista durante una partita di calcio. La Fifa può estendere tali divieti a livello mondiale". 

Infantino chiede il sostegno anche delle autorità pubbliche

Una dichiarazione d'intenti più che un semplice monito visto che dinanzi a situazione del genere – in Bulgaria nella forma più grave ma anche in Italia ci sono stati episodi inqualificabili di razzismo – non si può più restare immobili. E soprattutto per combattere un fenomeno così dilagante non basta solo l'azione delle istituzioni calcistiche. "Abbiamo detto tante volte che non c'è posto per il razzismo nel calcio – si legge ancora nella nota ufficiale della Fifa – ma nonostante ciò affrontiamo ancora delle sfide per tentare di sradicare questo problema dal nostro sport e dalla società. Avremo bisogno del sostegno delle autorità pubbliche per aiutarci a identificare e punire i colpevoli".