FIFA e Uefa perdono in tribunale la causa per i diritti tv in esclusiva

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Blatter e Platini escono sconfitti anche in secondo grado: ogni Stato membro dell’Unione Europea può decidere in modo autonomo quali eventi sportivi trasmettere in chiaro o in esclusiva, e quindi a pagamento. Una sfida che si protrae dal 1989 e che Fifa e Uefa avevano già perso in 1° grado nel 2011.

La Corte di Giustizia si è espressa con sentenza di secondo grado nella causa che ha visto dal 2011 ad oggi impegnate da una parte i due organismi massimi del calcio mondiale (Fifa e Uefa) e dall'altra parte i Paesi aderenti all'UE sulla possibilità di trasmettere in chiaro eventi sportivi a discrezionalità esclusiva delle Nazioni europee.
Un giudizio che ha arriso ai Paesi dell'Unione Europea e che ha messo al palo Blatter e Platini, che adesso potranno rivolgersi all'appello dell'ultimo grado di giudizio, ma con speranze che le decisioni vengano cambiate, oramai ridotte ad un lumicino.

Il testo della sentenza – La decisione della Corte non ammette appelli e rende giustizia agli Stati che desiderano in maniera autonoma, trasmettere eventi sportivi o in chiaro o a pagamento. Senza dover sottostare alle direttive della FIFA e dell'Uefa. Parte della sentenza, infatti, recita che la trasmissione in chiaro "costituisce un ostacolo alla libera prestazione dei servizi, alla libertà di stabilimento, alla libera concorrenza e al diritto di proprietà", tutti valori "giustificati" però "dalla finalità di proteggere il diritto all'informazione e di assicurare un ampio accesso del pubblico alla copertura tv di questi eventi". Ciò significa che, in pratica – come alcune Nazioni quali Belgio e Gran Bretagna – potranno trasmettere senza pay per view, le partite delle fasi finali dei prossimi Mondiali e del prossimo Europeo a tutti i loro telespettatori. E, come loro, qualunque altro Paese vorrà perseguire questa strada.

Una battaglia che dura dal 1989 – Ovviamente si tratta di uno smacco importante a discapito di Blatter e Platini che hanno sempre difeso l'esclusività degli eventi più importanti, via maestra per ottenere introiti sempre maggiori proprio a seguito della vendita dei diritti ai singoli Paesi. E' una battaglia che si trascina da tre anni ma che ha origini ancor più antiche, agli anni '80, più precisamente dal 1989, quando viene regolamentata la direttiva della "tv senza frontiere all'interno dell'UE". In quella direttiva si faceva preciso riferimento a come le autorità nazionali potessero esigere che determinati eventi fossero trasmessi su canali liberamente accessibili, per garantire il diritto del pubblico a vederli. Ogni Stato quindi, da allora, può decidere di compilare un elenco da consegnare alla commissione, di partite che saranno trasmesse in chiaro.

Il colpo basso a Blatter e Platini – Fifa e Uefa hanno impugnato questa decisione, davanti al Tribunale di I Grado della Corte di giustizia Ue, contestando il fatto che queste partite possano costituire, così come previsto dalla direttiva Ue, eventi di particolare rilevanza per il pubblico. Il Tribunale respinse le tesi di Fifa e Uefa e così si passò alla Corte di Giustizia che ha sì confermato alcuni importanti "errori di diritto" ma che ha ribadito l'assoluta autonomia di ogni singolo Stato nello scegliere cosa e come trasmettere, senza vincolo assoluto da parte degli organismi controllori esterni, quali le due superpotenze nelle mani di Sepp Blatter e Michel Platini. Che dovranno cercare nuovi introiti, altrove.

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