Non è bastata la vittoria contro il Chievo a salvare la panchina di Beppe Iachini, che si è iscritto suo malgrado alla lista degli allenatori silurati dal presidente del Palermo, Maurizio Zamparini. È il numero 53, sostituito nel frattempo da un ritorno nelle fila rosanero: prende il comando quel Davide Ballardini, già visto in Sicilia nella stagione 2008/2009 e anche in quel caso da subentrato (ma dopo una sola giornata a Stefano Colantuono). Il tecnico ex Bologna avrà così a disposizione una settimana di lavoro extra, per effetto della sosta delle Nazionali, per cominciare a infondere il suo verbo tattico. Ma come potrebbe cambiare il Palermo con il suo arrivo? Qualche previsione possiamo già farla, alla luce delle sue precedenti esperienze.

Una delle svolte più probabili riguarda il modulo con il passaggio dalla difesa a tre, con i due esterni costretti a coprire tutta la fascia di competenza, a una più accorta a quattro con Lazaar e Rispoli abbassati sulla stessa linea dei centrali, Gonzalez confermato al centro e uno tra El Kaoutari, Andelkovic e Vitiello al suo fianco (senza escludere la possibile sorpresa Goldaniga, molto positivo l'anno scorso in B). Il reparto che meno dovrebbe cambiare, invece, potrebbe essere il centrocampo, confermato a tre con Maresca a dare esperienza e soprattutto quel Rigoni a cui restituire il ruolo di incontrista e incursore con il vizio del gol.

La vera novità potrebbe essere infine l'introduzione del trequartista con il modulo che, in tal senso, si trasformerebbe in 4-3-1-2 con il ripescaggio di Quaison, chiamato ad agire tra le linee, ma anche a sfruttare la sua versatilità scambiandosi spesso di posizione con Vazquez, al fianco dell'inamovibile Gilardino. In questo scenario non è da escludere che qualche raccomandazione presidenziale sia arrivata anche per lo svedese Hiljemark, a cui Zamparini tiene particolarmente: ancora da capire, però, se Ballardini lo preferirà tra i tre di centrocampo o in posizione più avanzata. Non dovesse funzionare il sistema con trequartista, probabile che a tendere il tecnico si rifugi in un collaudato 4-4-2 da buon discepolo sacchiano, adattando lo stesso Quaison a destra e avanzando Lazaar (o Daprela) sul lato opposto.