La terza giornata in una settimana regala importanti conferme alla serie A e al fantacalcio. A cominciare dal romanista Zaniolo che sembra sempre più intenzionato a cancellare sul campo le critiche di qualche settimana di Capello. Da allora quattro gol di fila e un ruolo da leader riconosciuto anche dai compagni, a giudicare dalla considerazione dei senatori Dzeko e Kolarov. Benissimo anche l'interista Lukaku sempre più determinante nella scalata in classifica dei suoi.

Tra i bocciati, invece, spicca l'incomprensibile espulsione di Ilicic che contribuisce al crollo dei suoi contro il Cagliari. Male anche Bernardeschi che fatica a trovare una collocazione tattica nel sistema di gioco di Sarri. Andiamo, dunque, a dare un'occhiata più nel dettaglio alle nostre scelte. Ecco com'è andato l'ultimo weekend di campionato.

Promossi

  1. Zaniolo e Pastore (Roma): con il primo ci ripetiamo (volentieri), il secondo invece è un assoluto rilancio fortemente voluto da Fonseca. Per Zaniolo è la quarta gara di fila in gol nell'ambito di una prestazione concreta, continua e di qualità. La rete è un gioiello, ma ogni volta che tocca la palla riesce a rappresentare un pericolo costante. Buone notizie anche da Pastore che ha saputo sfruttare al meglio le pesanti defezioni giallorosse tornando centrale nel progetto tattico della squadra. Numeri, visione di gioco e anche uno spirito battagliero che ha fatto esaltare i tifosi.
  2. Lukaku e Lazaro (Inter): anche in questo caso una conferma e una sorpresa. L'attaccante è al nono gol in 11 giornate, seconda doppietta stagionale e seconda volta sul dischetto a tempo scaduto. E come contro il Cagliari, anche col Bologna è stato freddo al punto da regalare i tre punti ai suoi. Lazaro, invece, è sembrato un altro rispetto alla precedente mediocre prestazione col Sassuolo. Segno che la cura di Conte sta facendo effetti e che anche l'austriaco potrà giocare un ruolo di primo piano d'ora in avanti.
  3. Immobile (Lazio): inarrestabile e decisivo. In gol da sei partite consecutive in serie A (per complessivi 9 centri con tre doppiette), è sempre più solo in testa alla classifica cannonieri a quota 13. La prodezza sul gol del momentaneo 1-0 è da attaccante di razza: taglio sul primo palo col timing perfetto e anticipo su Duarte per incornare alla perfezione il cross di Lazzari.
  4. Higuain (Juventus): entra e cambia il derby con pochi tocchi. Sul primo è autore di una magistrale girata che costringe Sirigu agli straordinari, sul secondo manda in gol De Ligt. Stato di forma strepitoso che lascia trasparire anche un mix di serenità, sicurezza nei propri mezzi e raggiunta maturità. Sarri può contare nuovamente sulla fuoriserie conosciuta a Napoli.
  5. Meret (Napoli): riscatta alla grande l'errore contro l'Atalanta tenendo in partita il Napoli praticamente da solo. Para il rigore a Kolarov e per poco non si ripete dagli undici metri anche contro Veretout. In formato Nazionale, deve solo limitare al minimo i possibili cali di concentrazione.
  6. Sirigu (Torino): e a proposito di Nazionale, Sirigu continua a rilanciare la sua candidatura in ottica azzurra, ma per una maglia da titolare. Contro la Juventus para quasi tutto: deve inchinarsi soltanto a De Ligt, ma in precedenza era riuscito a fermare in serie Cristiano Ronaldo, Dybala, Higuain. Portentoso.
  7. Simeone (Cagliari): il Cholito è tornato per non andarsene mai più. Sì perché il giocatore che sta facendo innamorare di sé il Cagliari è diverso da quello visto col Genoa e a Firenze. Più maturo e partecipe alla manovra, tutt'altro che fermo in attesa del lavoro dei compagni, ma assolutamente partecipe. Chiama due volte Gollini alla respinta, poi costruisce in tandem con Oliva il gol del centrocampista.

Bocciati

  1. Ilicic (Atalanta): chi dovesse continuare a chiedersi come mai non abbia raggiunto livelli da prima fascia di Champions, troverà nelle gare dell'ultima settimana una risposta esaustiva. Lo stesso giocatore capace di firmare una doppietta e far ammattire l'Udinese, contro il Cagliari lascia in dieci i compagni nel primo tempo per un inspiegabile calcio a Lykogiannis. Discontinuo e a volte nocivo.
  2. Bernardeschi (Juventus): per lui le prove d'appello sono quasi agli sgoccioli. Continua a non convincere e a non trovare una posizione nella Juventus di Sarri che pure stravede per lui. Per il toscano, però, gli spazi potrebbero presto ridursi, visto il rientro in piena forma di Ramsey.
  3. Orsolini (Bologna): a margine di una prestazione tutt'altro che efficace contro l'Inter, compie il disastro del calcetto sul quale Martinez va a nozze conquistando il rigore del decisivo 2-1 di Lukaku.
  4. Mario Rui (Napoli): sempre preso in mezzo dagli esterni romanisti, completa l'opera con il goffo fallo di mani che porta al rigore poi realizzato da Veretout.
  5. Kolarov (Roma): è l'unica nota dissonante dei giallorossi che continuano a far risultato senza sosta. Sottotono e costretto a tirare la carretta, in considerazione dei numerosi infortuni, sbaglia il rigore – lui che è uno specialista – che avrebbe potuto chiudere il match con il Napoli con largo anticipo.
  6. Romulo (Brescia): l'errore che commette non seguendo l'incursione di Verre da cui ha origine il momentaneo 2-0 di Pessina è la pietra tombale sul match e sulla sua prestazione, fino a quel momento ampiamente deficitaria. Il passaggio successivo che, pochi minuti dopo, porta al gol di Balotelli (rete figlia di una prodezza esclusiva dell'attaccante) non è che l'ulteriore beffa.
  7. Chiesa (Fiorentina): per una giornata, forse un po' appannato dagli impegni ravvicinati, finisce dietro la lavagna. Suo il pallone perso che dà il via alla ripartenza del gol di Gervinho. Male anche in zona gol, dove appare insolitamente impreciso.