C'è tanto presente della Nazionale di Mancini tra i promossi della 10a giornata di serie A. Oltre alla copertina di diritto che si aggiudica, ancora una volta, Immobile con la terza doppietta nelle ultime cinque gare, in cui è andato sempre a segno portando a 12 le reti in campionato, sono i gioielli di centrocampo a prendersi la scena. Il bresciano Tonali ruba la scena all'Inter dominando da solo contro la mediana nerazzurra, Zaniolo non si ferma più e Castrovilli fa pentole e coperchi per la Viola.

Tra i bocciati, però, non mancano le brutte notizie per un altro elemento molto in vista degli azzurri: quel Meret che, dopo aver ripetutamente salvato il Napoli in quest'avvio, si è concesso qualche incertezza di troppo contro l'Atalanta. Rugani, invece, sfrutta malissimo l'occasione offerta per la prima volta da Sarri, mentre il peggiore in assoluto è il genoano Sanabria, a cui bastano 9 minuti per compiere disastri.

Promossi

  1. Immobile (Lazio): e chi lo ferma più? Capocannoniere in solitario con 12 reti, bomber implacabile, va a segno da cinque partite di fila in cui ha collezionato, con quella di questa giornata al Torino, tre doppiette (le altre a Bologna e Atalanta) per complessivi 8 centri consecutivi. Peraltro, contando anche i due gol alla Sampdoria alla prima giornata, le doppiette stagionali sono in tutto quattro. Dopo il parziale appannamento della precedente stagione, è tornato su livelli altissimi.
  2. Lukaku (Inter): sette gol con dieci tiri in porta in dieci presenze. Nonostante una forma fisica non ancora al top, Romelu sta ripagando alla grande l'investimento della società e la fiducia di Conte. Contro il Brescia, peraltro, il suo gol con una pregevole giocata dal limite dell'area tarpa le ali al tentativo di rimonta degli avversari.
  3. Tonali (Brescia): fa sempre più impressione pensare che siamo al cospetto di un classe 2000, specie a giudicare dalla sicurezza e dalla maturità che distilla in ogni giocata. Contro l'Inter colleziona l'ennesima prestazione con i controfiocchi. Piedi educati e visione di gioco coniugate con grinta, cattiveria agonistica e capacità d'interdizione. Da solo mette in crisi tutto il centrocampo nerazzurro.
  4. Zaniolo (Roma): alle critiche indirette di Capello (poi ritrattate, o in parte spiegate) ha risposto in campo con performance di assoluto livello. Va in gol da tre gare di fila: rete al Borussia Moenchengladbach in Europa League, centro da tre punti contro il Milan e ancora a segno per aprire le marcature contro l'Udinese. A causa della sequela di infortuni dei giallorossi, si è dovuto far carico, insieme a Dzeko, di tutto il peso della squadra e il balzo in classifica della Roma è lì a segnalare che lo sta facendo bene.
  5. Castrovilli (Fiorentina): completiamo il trittico con vista sul futuro della Nazionale con il genietto di Firenze. Elemento di qualità e quantità di cui la Fiorentina non può fare a meno. La vittoria contro il Sassuolo porta in calce la sua firma: prima riesce a piazzare il gol del pari con un gran colpo di testa in mischia, poi mette sul piede di Milenkovic il pallone da spingere in porta che vale il successo.
  6. Joao Pedro (Cagliari): Giulini in estate ha trasformato il volto dei sardi con importanti investimenti di mercato, ma uno dei colpi più importanti è consistito proprio nella conferma del brasiliano. Maran lo ha ormai impostato da seconda punta e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Sino a questo momento non ha saltato un minuto di campionato e ha già piazzato cinque gol, contando anche l'ultima doppietta che ha contribuito a schienare il Bologna.
  7. Toloi (Atalanta): incide pesantemente sul pari dei nerazzurri contro il Napoli vestendo i panni del rifinitore offensivo. Prima piazza il filtrante per il gol di Freuler, poi pesca Ilicic sul filo del fuorigioco in occasione del 2-2. E se ultimamente aveva lasciato un po' a desiderare nei suoi originali panni di difensore, almeno così ha riscattato qualche black out.

Bocciati

  1. Sanabria (Genoa): entra a 9 minuti dalla fine del match con la Juventus e fa più danni della grandine. Prima perde il pallone che porta al gol di Ronaldo, di seguito annullato correttamente per fuorigioco, poi atterra il portoghese in area provocando il rigore del successo bianconero a tempo quasi scaduto.
  2. Meret (Napoli): finora aveva ripetutamente salvato il Napoli, soprattutto in Champions League. Per questo non sarà un errore a scalfirne l'autostima o la valutazione d'eccellenza. In ogni caso resta l'intervento goffo con cui provoca il gol del momentaneo 1-1 dell'Atalanta.
  3. Fazio (Roma): si fa cacciare dopo mezz'ora contro un'Udinese non irresistibile rischiando di complicare i piani dei giallorossi. Deve una cena ai suoi compagni per aver depenalizzato il suo "reato".
  4. Skriniar (Inter): non è neanche lontano parente del difensore implacabile e insuperabile che i tifosi dell'Inter conoscono. Anche contro il Brescia sbaglia molto ed è spesso fuori posizione.
  5. Samir e Troost-Ekong (Udinese): in quest'avvio di stagione avevano contribuito a chiudere a doppia mandata la porta di Musso, risultando per otto giornate la miglior retroguardia del campionato. Poi il crollo verticale nel giro di quattro giorni con 11 gol subiti in 2 match, rispetto ai 6 dei precedenti 8. Debacle.
  6. Rugani e Alex Sandro (Juventus): il primo scende in campo per la prima volta quest'anno, per giunta titolare, ed evidenzia tutta la ruggine accumulata causa inattività. Sempre fuori posto e incerto. Il secondo combina una frittata spianando la strada alla rete del momentaneo pari di Kouamé.
  7. NKoulou (Torino): si fa espellere e lascia in braghe di tela la retroguardia granata contribuendo all'ennesimo crollo contro la Lazio.