Il Guangzhou Evergrande di Fabio Cannavaro è campione di Cina. Non c'era modo migliore per prendere una bella rivincita rispetto all'esonero subito a ottobre scorso, salvo essere riabilitato e richiamato poco dopo alla guida della squadra. È l'ottavo titolo conquistato dal club negli ultimi nove anni (dal 2011 a oggi, eccezione fatta per il 2018), il primo della carriera di allenatore per l'ex difensore iridato a Berlino con la Nazionale e Pallone d'oro nel 2006. La vittoria per 3-0 contro lo Shanghai Shenhua (la squadra dove gioca l'ex di Milan e Roma, El Shaarawy) ha cucito lo scudetto sulle maglie della squadra di Canton.

Le reti di Paulinho ed Elkeson. Il Guangzhou Evergrande ha chiuso in vetta alla Chinese Super League con 2 punti di vantaggio sul Beijing Guoan (unica formazione ad aver spezzato nella scorsa stagione il dominio assoluto dei biancorossi). A fare la differenza per la formazione dell'ex centrale di Napoli, Juventus, Inter e Real Madrid è anche il numero di reti realizzate da Paulinho (19 gol, ex Barcellona) ed Elkeson (18 centri).

Dall'esonero alla conquista del titolo. Una stagione sull'ottovolante per Fabio Cannavaro, tra luci e ombre fino alla gioia dell'ultima giornata. A fine ottobre all'ex campione del mondo era toccato incassare lo smacco dell'esonero dopo il pareggio per 2-2 contro contro l'Henan Jianye, quando al termine del torneo mancavano appena 3 incontri. Una decisione presa d'impulso e che vide la società tornare sui propri passo nel giro di una settimana rispetto a un comunicato nel quale parlava di "profonda riflessione" da parte dell'allenatore rispetto all'andamento della squadra. La crisi, però, rientrò poco dopo e ci fu la sterzata decisiva: 3 partite, 9 punti lo score che ha permesso al Guangzhou di riprendere lo scettro di campione di Cina.