Dopo l'euforia della vittoria del debutto, l'Italia Under 21 perde con la Polonia e torna sulla terra. Nonostante un buon avvio, gli Azzurrini non sono infatti riusciti a replicare la positiva gara dell'esordio, e hanno finito per rimanere intrappolati nella fitte maglie difensive della Polonia: arrivata a Bologna per proteggersi e ripartire a gran velocità. Al di là della bravura dell'avversario, della poca precisione azzurra e della sfortuna (il palo colpito da Pellegrini nella ripresa grida ancora vendetta), l'Italia ha mostrato la sua faccia più brutta soprattutto nel gioco: lento, spesso prevedibile e poco pericoloso. Ora ci aspetta il Belgio. Sabato 22 giugno, a Reggio Emilia, sarà vietato sbagliare.

L'Italia sbaglia, la Polonia segna

L'Italia sfrutta l'iniziale atteggiamento passivo dei polacchi e parte all'attacco. Rispetto alla sfida con la Spagna, ci sono Adjapong e Bastoni in difesa, Cutrone al posto di Kean e Orsolini largo sulla fascia. Ed è proprio il giocatore del Bologna ad essere tra i più attivi nei primi minuti grazie ai suoi movimenti sull'out di destra. La Polonia si difende compatta, ma soffre le incursioni di Federico Chiesa: pericoloso in due occasioni prima della mezzora, e quando "apparecchia" per Mandragora che calcia clamorosamente fuori dal dischetto del rigore.

L'errore rallenta gli azzurrini, che nonostante tutto vincono nel possesso palla e calciano spesso verso la porta avversaria senza però trovare il bersaglio grosso. Una serie di errori e conclusioni sballate, che i nostri pagano caro quando Bielik fulmina Meret con un sinistro maligno a pochi minuti dall'intervallo. Una beffa per la Nazionale di Di Biagio, che scende negli spogliatoi dopo la rete del pari annullata per fuorigioco a Orsolini.

Il palo ferma Pellegrini

Per il secondo tempo l'Italia si ripresenta senza Orsolini e con Kean a fianco di Cutrone. Il milanista al sesto minuto fa la sponda per Pellegrini, che però calcia nuovamente alto da pochi metri. Il copione rimane lo stesso dei primi 45 minuti: noi in avanti e loro dietro, con il pullman davanti a Grabara che si esalta su Chiesa al settimo ed è anche fortunato sulla punizione centrale di Dimarco che gli finisce tra i guantoni.

Con il passare dei minuti, la manovra italiana diventa però ancor più prevedibile e sempre più lenta: una manna dal cielo per la difesa biancorossa, che riesce a chiudere senza grande difficoltà ogni azione di Chiesa e compagni. Il palo colpito da Pellegrini dà così il via all'ultimo quarto d'ora che l'Italia gioca all'assalto della porta polacca, grazie anche all'ingresso di Zaniolo al posto di Adjapong. Un assedio che dura oltre il 90esimo e che non premia i nostri ragazzi: ora costretti a vincere con il Belgio, nell'ultima decisiva partita del girone. Anche se una vittoria potrebbe non bastare, perché ora siamo secondi con la Spagna (che ha battuto 2-1 il Belgio), mentre la Polonia è in testa a punteggio pieno.