Nove anni fa a Madrid Diego Milito regalava il sogno più grande all'Inter, il Triplete, conquistando la Champions League ai danni del Bayern Monaco, dopo aver vinto scudetto e Coppa Italia. Oggi, Diego Milito non gioca più a calcio ma alla vigilia della prossima finale di Champions, proprio a Madrid, tra Liverpool e Tottenham, torna a parlare di Inter. Un club cui è legato indissolubilmente per meriti acquisiti e per il quale ha sempre un occhio di riguardo.

Soprattutto adesso che la società ha deciso per il cambio in panchina, salutando Luciano Spalletti e inserendo Antonio Conte. Un salto di qualità, sulla carta, che dovrebbe riportare i colori nerazzurri ai massimi livelli nazionali e internazionali. Almeno questo è ciò che si augura il ‘Principe', per il quale la maglia conta più di ogni altra cosa, anche di un connazionale bravo  di qualità come Mauro Icardi.

Il ‘nodo' Icardi, primo test per Conte

Proprio Icardi sarà il primo test di Antonio Conte: dovrà decidere cosa fare e come gestire la situazione. Sembra evidente che il rapporto con il club si sia interrotto qualche mese fa con il ‘caso' della fascia tolta. Ora, si dovrà fare una scelta che non ammette passi indietro: tenerlo o cederlo. Nel primo caso, ci vorranno nuovi parametri rispetto al passato, nel secondo dovrà essere tutto effettuato in tempi brevissimi per evitare nuove frizioni.

E' una domanda al momento senza risposta sia per la società sia per Conte. Non so cosa succederà con Mauro, se ne occuperà la società. Ma come ho sempre detto, la cosa più importante resta la maglia dell'Inter

Conte e Mourinho: speciali ma diversi

Proprio Conte è il secondo pensiero fisso di Milito: un allenatore forte, vincente, capace. Che dovrà dimostrare di esserlo anche in nerazzurro. Un compito difficilissimo ma possibile perché ci sono i presupposti per fare bene: "Come interista, mi aspetto che faccia una grande stagione. Antonio Conte è un grandissimo allenatore, non lo scopro io. Sicuramente porterà la sua grande mentalità all'Inter ma non lo paragono con Mourinho, che resta per me il numero 1″