Di Natale esalta Saponara: “L’ultimo vero numero 10 della Serie A”
Non ci sono più numeri 10 in Serie A? Antonio Di Natale non è della stessa opinione, o meglio, è convinto che ce ne sia solo uno degno di tale etichetta: Riccardo Saponara. Totò ha appeso gli scarpini al chiodo la scorsa stagione ed è stato sicuramente uno degli ultimi numeri 10, impiegati con continuità, per estro, talento e fantasia. Nel massimo campionato italiano la maglia che fino a qualche anno fa era assegnata al giocatore più talentuoso e rappresentativo della squadra ora è sulle spalle di giocatori normali o è spesso relegata in panchina (vedi Totti e Jovetic).

Di Natale in un'intervista a La Gazzetta dello Sport ha parlato della penuria di giocatori di veri numeri 10 e del valore di quella maglia:
È una maglia molto pesante. Gestita da qualcuno che ha qualcosa di straordinario, fuori dal normale e che ha fatto cose importanti. Giustissimo che il Napoli non l'abbia data a nessuno, Maradona è stato unico e per Napoli qualcosa di più. Pensa, indossare la 10 in uno stadio come il San Paolo dove se sbagli un passaggio e ti crolla tutto addosso. Insigne è fortissimo, ha talento, ma innanzitutto non è un vero 10, gioca più spostato sull’esterno. Meglio che non l'abbia presa, sarebbe stata una responsabilità troppo pesante…
L'ex capitano dell'Udinese in Serie A ne salva soltanto due:
Il vero numero 10 in A è Saponara dell’Empoli. E non lo dico perché lo conosco bene, visto che sto a Empoli. E’ maturato, sa lanciare le punte, si inserisce in zona goal, tira, ha classe e qualità. E, soprattutto, fantasia. Un trequartista vero. Altri buoni 10? Joao Pedro del Cagliari lo è, l’ho seguito in B lo scorso anno, è un bel giocatore.
L'attaccante napoletano si è espresso anche su Rodrigo de Paul, che ha scelto di ereditare la sua maglia, e non ha nascosto le sue perplessità:
Per quel che ho potuto vedere è un buon giocatore. Evidentemente si è sentito di sceglierla. Probabilmente non conosce bene la storia di quella maglia a Udine, ma non gliene si deve fare una colpa. In questo caso le decisioni le prende la società, è la società che dice se sì dà o non si dà. Se ho più sentito nessuno all’Udinese? Assolutamente no.
Infine Totò fa una considerazione sulla mancanza di veri numeri 10 nella massima serie italiana e di lavoro sulla tecnica dei giovani calciatori:
Se c’è ancora spazio per i numeri 10, per i trequartisti? Lo spazio c’è, ma vedo che quasi tutti giocano con due punte, una più rapida e una di peso. Alcuni fanno il 4-3-3, ma non è che il trequartista non te lo puoi permettere. Bisogna vedere se ci sono i trequartisti; si dice spesso che mancano certi ruoli, per esempio i terzini. Il problema semmai è un altro. Che bisogna lavorare nelle scuole calcio, nei settori giovanili devono insegnare la tecnica. È questo troppo spesso non accade. Noi cerchiamo di farlo e ogni tanto qualche ragazzino emerge. È la gioia più bella.