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Di Natale, dedica al Califfo e gol numero 170 (VIDEO)

Magia al Friuli: uno splendido sinistro al volo da posizione defilata che si va a infilare alla sinistra del portiere clivense. Il bomber bianconero alle spalle di Cavani con 17 reti.
A cura di Maurizio De Santis
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di natale gol con dedica speciale

Totò Di Natale il militare a Cuneo non l’ha fatto, ma è uomo di mondo. Alloggio, vitto, lavatura, imbiancatura e stiratura se l’è guadagnati segnando carrette di gol. A Udine la squadra intorno a lui cambia ogni stagione, ma lui resta al centro dello spogliatoio e dell’attacco. Fa tutto da solo, con facilità disarmante. Prende palla, serve assist, taglia a fette la difesa, si fionda nello spazio, piomba davanti al portiere, gonfia la rete. Ce l’ha nel sangue, per due tornei consecutivi (2009-2010 e 2010-2011) è stato il capocannoniere della serie A. Lui, il primo dei bomber italiani (23 reti nel 2012, a pari merito con Cavani) dopo Ibrahimovic (28) e Milito (24). E oggi è a quota 17, alle spalle del Matador implacabile. Non sbaglia mai, o quasi.

A quota 170. Contro il Chievo ha concesso l'ennesimo saggio del suo campionario di magie: rete numero 170  che è un capolavoro di balistica. Dopo aver dedicato la prima a Califano, ha firmato la doppietta con una parabola d'antologia. Tiro così bello da meritare anche la stretta di mano dell'arbitro Damato di Barletta, estasiato dal gesto tecnico molto simile a quello di Francesco Totti a Genova nel novembre 2006. Uno splendido sinistro al volo da posizione defilata che si va a infilare alla sinistra del portiere clivense.

Da Castello al Friuli. Ne ha fatta di strada il ragazzo svezzato a Castello di Cisterna, poi spedito in Toscana. Totò come altri talenti in giro per la Penisola. L'uscita dai preliminari di Champions con i portoghesi dello Sporting Braga aveva lasciato solo un grande rammarico e un cucchiaio di rabbia (per quello sciagurato tiro dal dischetto di Maicosuel) difficile da mandare giù. A 35 anni non è mai troppo tardi. Nemmeno per (ri)mettere la testa a posto, cominciare una nuova sfida e vivere una seconda giovinezza. Sempre in bianconero, ma quello friulano.

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