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Delusione Ibrahimovic: contro Irlanda e Italia 12 tiri, nessuno nello specchio

Zlatan, dopo la sfida all’Irlanda, ha deluso anche contro gli azzurri non riuscendo mai a trovare la porta avversaria. Il gigante svedese ha tirato 12 volte in 180 minuti ma non ha mai trovato lo specchio. Troppo poco per un campione che doveva trascinare la Svezia all’Europeo.
A cura di Alessio Pediglieri
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Doveva essere l'uomo in più, l'ago della bilancia di una partita che doveva pendere dalla parte svedese e invece Zlatan Ibrahimovic non ha fatto nulla, o quasi in 90 minuti contro l'Italia. Che lo temeva come il sole la neve, per il quale Conte aveva orchestrato una squadra cortissima, una gabbia difensiva per tenerlo lontano dall'area di rigore, filtro sulle fasce per limitare i cross per la sua immensa stazza. Alla fine, l'Ibra contro tutti ha perso la propria sfida personale, uscendo dalla partita con l'Italia con una sconfitta che brucia, nello spirito più che nella classifica dove ancora tutto è possibile per la Svezia.

La gabbia di Conte – Il gigante si è rivelato una formichina. Chiuso per tutto il primo tempo dalla marcatura del trio bianconero Bonucci-Barzagli-Chiellini che mai ha permesso di renderlo pericoloso, Ibrahimovic ha dovuto ripiegare a centrocampo per i primi 45 minuti per cercare dei palloni giocabili: nella fase offensiva venendo a prendersi il pallone, in quella difensiva ripiegando in mediana per dare una mano ai compagni. Il tutto negandogli di fare ciò che meglio sa fare: vedere la porta avversaria e risolvere le partite come ha già mostrato in passato soprattuto con la maglia dei club addosso.

Ibrahimovic costretto a cercare palloni giocabili a 25 metri dalla porta azzurra
Ibrahimovic costretto a cercare palloni giocabili a 25 metri dalla porta azzurra

Poco Zatlan – Anche nella ripresa, Zlatan è stato l'ombra di se stesso: un'unica occasione, divorata in modo incredibile – anche se in off side – che rappresenta la cartolina di questa Svezia che ora si ritrova a dover fare la gara della vita con l'avversario (sulla carta) più difficile, il Belgio. Una partita decisiva dove servirà il vero Ibrahimovic colui che alla vigilia aveva promesso e garantito di poter trascinare la propria nazionale al secondo turno, dove invece non c'è ancora la Svezia.

Appello col Belgio – Servirà di certo un altro Ibra rispetto a quello delle prime due gare. Contro il Belgio aveva avuto almeno il pregio di aver ispirato con caparbietà l'azione che poi portò l'autogol clamoroso di Clark con l'Irlanda che si era portata in vantaggio. Con l'Italia, contro cui le motivazioni a Ibra non mancavano di certo, ha fatto – se possibile – ancor peggio.

Zlatan 12 tiri in 2 partite nessuno nello specchio
Zlatan 12 tiri in 2 partite nessuno nello specchio

180 minuti, 0 tiri in porta – In 180 minuti, non ha mai trovato lo specchio della porta avversaria. Contro l'Irlanda è andato al tiro per 7 volte ma mai una volta all'interno dei pali. Contro gli Azzurri sono stati solamente 4 i tiri verso Buffon che però non si è mai dovuto sporcare i guanti, con Ibra che non ha trovato lo specchio. Una delusione completa, e non solo perché la Svezia è tecnicamente mediocre e Zlatan predica e porta la croce: le sue occasioni le ha avute, le ha semplicemente sprecate. Meglio per la piccola Italia di Conte, che il gigante ancora per 90 minuti ha fatto la parte del nano.

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