Il De Laurentiis Day, in occasione della firma per la nuova Convenzione col Comune di Napoli per lo Stadio San Paolo, da sempre ganglio scoperto che mina ciclicamente i rapporti tra il presidente del club partenopeo e la massima autorità cittadina. Un'occasione per parlare dell'impianto ma anche – e soprattutto – del Napoli, dei giocatori, di contratti e dell'allenatore Carlo Ancelotti.

I temi trattati da De Laurentiis sono stati diversi e tutti relativi ai big del suo club. Da Insigne a Koulibaly, da Mertens a Callejon, passando da Carletto Ancelotti. Tante parole dure, concetti chiari e ribaditi ancora una volta a tutti, mentre le parole al miele sono arrivate solamente per il tecnico verso il quale, si vociferava, il presidente avesse nutrito qualche perplessità sul cammino iniziale della squadra.

Su Ancelotti e il rinnovo per 10 anni

Nelle scorse giornate sono trapelate indiscrezioni su alcune critiche mosse dal presidente ad Ancelotti, riguardanti un turn over poco condiviso e poco comprensibile. Motivo per il quale il Napoli ha stentato con troppi alti e bassi per un avvio deludente. Benissimo con il Liverpool, male con la Juventus e a Genk. Critiche che però De Laurentiis ha rispedito al mittente.

Ho un allenatore molto bravo, c’è un rapporto amichevole e nutriamo stima reciproca. Io sono per la continuità, ma i giornalisti provocano, vogliono tutto e subito: ho sentito e letto che io avrei litigato con Ancelotti, ma ho sempre detto che Ancelotti può restare qui anche dieci anni.

Su Insigne e la Napoli scomoda

Altro capitolo spinoso il rapporto con Insigne, il Magnifico che ultimamente ha creato qualche commento di troppo attorno al club azzurro. Anche sul giocatore, De Laurentiis è stato lapidario, puntando l'indice su una mancanza d'equilibrio nelle scelte e nelle decisioni che poi si riverbera anche dentro il campo, incidendo sulle prestazioni.

Ha sempre avuto un atteggiamento di scomodità a Napoli. Io lo capisco, lo proteggo, mi piace, mi sta molto simpatico, però ha sempre sentito scomoda la situazione napoletana, fin dall’epoca di parecchi anni fa. Allora voglio dire che bisogna che lui si tranquillizzi e diventi una persona più serena. Se è meno in forma, a giudizio dell’allenatore che non lo utilizza, non può uscirsene Insigne con battute o atteggiamenti quasi di sfida. L’allenatore è un padre di famiglia, ha 60 anni e non ti manda a quel paese perché ha tre volte la tua età.

Su Mertens e Callejon e le marchette cinesi

Anche altri due ‘senatori' , o meglio ‘tenori' sono stati al centro dei pensieri del patron e per loro non sono arrivate le classiche caramelle, anzi. Per entrambi si sta lavorando per possibili rinnovi ma la società non ha alcuna intenzione di compiere ulteriori esborsi: prolungamento senza aumenti.

La società non ‘è disposta a fare sforzi importanti, ogni giocatore ha un suo valore a seconda di dove gioca e che età ha. Se poi un giocatore vuole andare a fare le marchette in Cina perché viene strapagato questo è un problema suo, noi non lo tratteniamo

Su Koulibaly e la vendita ‘dolorosa'

Altro tema delicato, KK, il gigante senegalese perno della difesa. Allontanato dallo stesso De Laurentiis nelle precedenti sessioni di mercato da sirene estere e italiane, pretendendo cifre impossibili e considerandolo di fatto un elemento imprescindibile del Napoli attuale. Anche per Koulibaly però, si è palesato un pensiero differente: una eventuale – dolorosa – vendita.

Io sono rimasto affezionato all’uomo Koulibaly e non l’ho venduto neanche a 105 milioni, ma arriverà un momento in cui saremo costretti a vendere certi giocatori. C’è chi dice che non ci siamo rinforzati in difesa, dicendo il falso.

Sullo Stadio e la ‘minaccia' di cessione

Un altro nodo da sciogliere e argomento principe dell'incontro di giornata. Anche in questo caso De Laurentiis non fa sconti a nessuno, tanto meno al Comune con cui ha sempre litigato per la gestione e i costi dell'impianto. Un confronto che potrebbe anche sfociare in una ipotetica cessione del club.

E' lo stadio della città, ce ne faremo carico quando vorranno vendercelo per 1 euro simbolico, ma il problema è che se sarà nostro si deve combattere facendoci passare la voglia e andremmo a trovare forse una squadra altrove, in Inghilerra, lasciando il Napoli ad altri