Di professione è attaccante, ha 27 anni ed è italiano al cento per cento anche se il suo cognome tradisce origini senegalesi: è Davide Diaw, bomber del Cittadella, una delle più interessanti sorprese in Serie B che sta per staccare il biglietto delle marcature in doppia cifra. Al momento è fermo a 8 gol in 14 gare ma tutto fa presagire che il traguardo sia ampiamente alla sua portata.

Davide Diaw a Cittadella ha trovato la sua seconda giovinezza sportiva. Bomber di provincia, si è formato ed è esploso nell‘Entella, la prima squadra a credere in lui dopo lungo e faticoso tirocinio in Friuli, terra natale, tra mille difficoltà e mille impegni, anche di lavoro con gli orari impossibili da magazziniere. Una gioventù consegnata al pallone, prima con la Virtus Corno in Eccellenza, quindi con il Tamai in Serie D. Poi la chiamata dell'Entella e l'inizio del sogno.

A un certo punto avevo smesso di crederci, non pensavo più che sarei riuscito a sfondare. Poi mi sono rotto un ginocchio e in quel preciso istante ho capito che le cose sarebbero dovute cambiare, e sono cambiate per davvero

La fine dell'incubo

E' l'estate del 2016 e per Diaw è l'occasione d'oro per iniziare una seconda fase della sua carriera, da non fallire. In Liguria cresce ancora, personalmente e sportivamente, fino all'attuale arrivo in Serie B al Cittadella con cui firma nella sessione invernale di calciomercato 2019: "E' un ambiente fatto a misura d'uomo e questo rende le cose  semplici. Siamo una delle prime alternative al Benevento capolista, anche se c'è molta concorrenza. I conti meglio farli più avanti, cioe' a marzo".

Nel segno di Ronaldo, il Fenomeno

Diaw è cresciuto con un paio di miti assoluti nel cassetto, come Cissè e Ronaldo. Non Cr7, il portoghese oggi alla Juventus, ma R9, il Fenomeno brasiliano che in Italia strabiliò tutti con la maglia dell'Inter: "Per me di Ronaldo ce n'è uno solo e ha smesso di giocare da qualche anno. Nel 2002, nell'anno del mondiale in Corea e Giappone mi feci rapire dalla moda del momento tagliandomi i capelli a mezzaluna, proprio come fece Ronaldo in finale contro la Germania. Un'altra volta me li tinsi di giallo in onore di Cisse', altro mio idolo d'infanzia".