Milan-Lazio fa ancora parlare di sè. Il match in chiave Champions League giocato a San Siro e che ha visto i rossoneri imporsi di misura tra polemiche, risse e gesti poco gratificanti è ancora vivo nella mente di tutti: appassionati, giocatori, dirigenti e addetti ai lavori. Come Damiano Tommasi, ex centrocampista della Roma e della Nazionale azzurra e oggi Presidente dell'Aic, l'Assocalciatori. Che ha stigmatizzato in toto il gesto di Kessiè e Bakayoko con la maglia numero 33 di Acerbi, portata sotto la curva come fosse un trofeo da esibire.

Gesto anti fair play e inqualificabile

Parole dure quelle di Tommasi che non lasciano spazio a facili interpretazioni e a eventuali strumentalizzazioni: "Personalmente non avevo mai visto un gesto così superficiale, leggero e contro ogni ‘etichetta' del fair play. E di gare ne ho giocate molte". Il dito è puntato ovviamente a Kessiè e Bakayoko che hanno ‘risposto' ad un botta e risposta sui social con il difensore Acerbi, esponendo la maglia del difensore a fine gara al ludibrio dei propri tifosi: "Lo scambio di maglia è sempre stato per me un momento dal significato enorme. Il calcio è da sempre un mondo tanto competitivo e questo gesto è semplicemente una enorme gratificazione perché è segnale di stima di un collega"

Il 33 di Francesco Acerbi è diventato, per qualche minuto, il contrario di quello che è. Per questo il gesto compiuto da Kessie e Bakayoko è tanto incomprensibile quanto deprimente

Il match di Coppa Italia a rischio tensioni

Tommasi non accusa i due giocatori in particolare, considerandoli ‘vittime' si un sistema che ha perso la propria dimensione: Bakayoko e Kessiè sono stati semplicemente il mezzo per evidenziare quanto in basso sia caduto il movimento calcistico italiano dove tutti hanno la loro fetta di colpevolezza: "Tutti siamo consapevoli dello scivolone che hanno fatto anche se il giudice sportivo non ha sanzionato. Adesso ci sarà il prossimo impegno in Coppa Italia che rischia di arrivare troppo presto per non risentirne. 

Acerbi ha fatto una chiusura alla sua maniera, pulita e con tempismo. ‘Ci rivedremo in campo' che è l'esatto opposto del classico ‘vi aspetto fuori' di infantile sapore