La Champions League 2019/2020 è ormai pronta ad aprire i battenti. Tra oggi e domani si disputeranno i match della 1a giornata della fase a gironi. Ci saranno le solite note, i top-club che hanno come obiettivo quello di conquistare il prestigioso trofeo e ci sono poi quelle che gioiscono già per il fatto di aver raggiunto la fase finale della competizione. Tra queste ci sono quelle compagini che non sono accreditate alla vittoria finale ma che si candidano al ruolo di possibili sorprese, quello insomma che nella passata edizione è toccato all’Ajax dei gioiellini de Jong e de Ligt. Andiamo quindi a vedere quali potrebbero essere le outsider della Champions che sta per prendere il via.

Il giovanissimo Lipsia di Nagelsmann

Tra le possibili sorprese di questa Champions merita sicuramente una menzione il Lipsia attualmente capolista in Bundesliga davanti alle più quotate Borussia Dortmund e Bayern Monaco fermato sull’1-1 nell’ultimo turno. Inseriti nel gruppo G con i russi dello Zenit San Pietroburgo, i portoghesi del Benfica e i francesi dell’Olympique Lione, i tedeschi hanno molte chance di accedere agli ottavi di finale non avendo pescato nessuna delle corazzate nel sorteggio di Montecarlo. Confermati quasi tutti i talenti che nell’ultima stagione hanno centrato la qualificazione nella competizione, dal mercato sono arrivati altri giovani di grande prospettiva come l’esterno offensivo inglese Ademola Lookman, i centrocampisti Christopher Nkunku e Hannes Wolf, il centrale gallese Ethan Ampadu, il terzino brasiliano Luan Candido e l’attaccante ceco Patrik Schick in cerca di riscatto dopo i due anni non entusiasmanti con la maglia della Roma. Giovane novità anche in panchina dove è arrivato il 32enne Julian Nagelsmann che, dopo aver impressionato alla guida dell’Hoffenheim negli ultimi anni, sembra aver già trasmesso i suoi dettami tattici e di gioco anche nel nuovo club e al momento anche i risultati sono dalla sua parte.

Il nuovo Lione di Sylvinho

Sarà avversario del Lipsia nel gruppo G anche un’altra delle possibili outsider della Champions League 2019/2020, vale a dire l’Olympique Lione di Sylvinho che, dopo le esperienze nello staff tecnico di Roberto Mancini all’Inter prima e del ct Tite nella nazionale brasiliana poi, ha la prima grande chance su una panchina importante. A differenza dei tedeschi nell’ultima sessione di calciomercato i transalpini hanno perso tre degli uomini chiave della passata stagione, ossia Ndombelé, Mendy e Fekir, sostituiti però con alcuni dei migliori talenti della scorsa Ligue 1 (dal Lille sono arrivati Thiago Mendes e Youssouf Koné, mentre dall’Angers è arrivato il centrocampista Jeff Reine-Adelaide) e con uno dei difensori centrali che più hanno impressionato nell’ultima Serie A, cioè l’ex Sampdoria Joachim Andersen. Dopo un’ottima partenza in campionato trascinato dalle giocate e dai gol di Moussà Dembelé, Memphis Depay e Houssem Aouar, nelle ultime giornate la squadra ha avuto un piccolo calo ma, a sprazzi, ha comunque lasciato intravedere un potenziale importante che potrebbe deflagrare nel corso di questa stagione.

L’Ajax di ten Hag a caccia di conferme

Inserite nel gruppo H insieme a Chelsea e Valencia invece altre due candidate al ruolo di possibili sorprese di questa edizione della Champions League. Da un lato nuovo Ajax di Erik ten Hag che, pur avendo perso tre delle colonne portanti (Matthijs de Ligt, Frenkie de Jong e Lasse Schone) della formazione che lo scorso anno ha stupito l’Europa spingendosi ad un passo dalla finale, sembra rimasta immutato nel gioco e nella sostanza con i nuovi acquisti (su tutti Quincy Promes, Edson Alvarez e Lisandro Martinez) che già si sono inseriti alla perfezione nei meccanismi della compagine olandese. Inoltre l’aver trattenuto il terzino Nicolas Tagliafico e il quartetto offensivo (Van de Beek, Tadic, Neres e Ziyech), e l’ottimo ruolino di marcia tenuto in avvio di Eredivisie (capolista insieme al PSV dopo cinque giornate) lascia pensare che una conferma dei Lancieri come possibile outsider anche in questa nuova Champions League non sia una possibilità da scartare del tutto.

La rivelazione Lille alla prova Champions League

Dall’altro il Lille di Christophe Galtier, squadra rivelazione della scorsa Ligue 1 ed ora pronta a stupire anche in Europa. Le cessioni importanti di Nicolas Pepé, Rafael Leao e Thiago Mendes sono state colmate con gli acquisti di Renato Sanches, Yusuf Yazici, Victor Osimhen (già cinque reti in stagione), Timothy Weah e Benjamin André che vanno così ad aggiungersi alla nutrita schiera di giovani talenti che nella passata stagione si sono già messi in vetrina con la maglia dei “Mastini” (dal terzino turco Zeki Celik al mediano Boubakary Soumaré, dal trequartista Jonathan Ikoné all’esterno d’attacco Jonathan Bamba). Per il momento in Ligue 1 il nuovo Lille ha convinto soltanto nelle partite casalinghe (tre vittorie su tre al “Pierre-Mauroy”, due sconfitte su due in trasferta) ma se il tecnico riuscirà a ricreare quell’amalgama tra tattica, fantasia e calcio propositivo, vista nella scorsa stagione, allora ecco che la formazione transalpina potrebbe davvero sorprendere tutti anche su un palcoscenico più prestigioso come quello della Champions League.

L’Atalanta di Gasperini può stupire anche in Europa

L’ultima compagine a far parte del lotto delle possibili sorprese è una squadra alla prima partecipazione nella più prestigiosa competizione per club del Vecchio Continente. Si tratta di una formazione che noi italiani conosciamo benissimo ma che oltre i confini nazionali, a parte l’avventura in Europa League di due stagioni fa, non è così conosciuta. Potrebbe essere proprio questo uno dei vantaggi dell’Atalanta di Gian Piero Gasperini in questo suo debutto assoluto in Champions League. La Dea, da diversi anni ormai una certezza in Serie A, quest’anno ha la grande occasione dunque di rivelare al mondo intero il suo calcio fatto di intensità, velocità, aggressività, gioco palla a terra, tutto in costante proiezione offensiva. Inserito nel gruppo C con Manchester City, Shakhtar Donetsk e Dinamo Zagabria, il club orobico, che ha perso solo il centrale Gianluca Mancini passato alla Roma (trattenuti invece tutti i big da Duvan Zapata al Papu Gomez) e si è rinforzato con gli arrivi di Simon Kjaer, Guilherme Arana, Ruslan Malinovsyi e Luis Muriel, sembra avere quindi più di una chance di superare la fase a gironi e arrivare da mina vagante alla fase ad eliminazione diretta.