Era il 20 ottobre del 2019 quando allo stadio ‘Marassi’ di Genova, si sedeva per la prima volta sulla panchina della Sampdoria, Claudio Ranieri. Neanche a farlo apposta, quella giornata, l’ottava per la precisione, coincisa con la sfida contro la ‘sua’ Roma, la squadra della sua città che aveva allenato fino alla scorsa stagione. Il primo match post Di Francesco per i blucerchiati che Sir Claudio riuscì a finire sullo 0-0 guadagnando un punto che ha dato coraggio e fiducia all’ambiente. Da quel momento in poi la sua Sampdoria di gare ne ha giocate altre 11 più quella contro i giallorossi per un totale di 12 per un numero di punti complessivi pari a 16. Numeri che gli hanno permesso adesso di guardare con molta più stima e tranquillità una classifica che vede la Samp fuori dalla zona rossa. Tutto merito di un nuovo sistema di gioco che Ranieri ha adottato passando subito dal 3-5-2 al 4-4-2. Uomini stretti, terzini che ad oltranza accompagnano l’azione offensiva e molti uomini davanti in fase d’impostazione. Sono solo alcuni dei segreti della nuova Samp dell’ex tecnico del Leicester dei miracoli.

Il 4-4-2 tutto nuovo con tanto di equilibrio in difesa

Fin dalla gara contro la Roma, la prima ufficiale di Ranieri sulla panchina della Sampdoria, Ranieri ha adottato il suo classico 4-4-2. Oggi, dopo averlo limato con i propri giocatori in allenamento, mostra delle caratteristiche molto più equilibrate. E infatti, come si evince dalle immagini, gli uomini sono schierati in campo in modo molto ordinato e in fase di non possesso, i reparti si accorciano molto e difesa e centrocampo si stringono in un tutt’uno. Nell’esempio preso sotto esame, si nota il movimento ad elastico dello stesso centrocampo che va a scalare in maniera ordinata verso il portatore di palla senza però mai scomporsi. E’ uno dei segreti di Ranieri che infatti in 12 gare ha subito 11 gol, quasi la media di 1 gol a partita. Non poco ma neanche tanto per una squadra che lotta per non retrocedere.

Ben 6 uomini in fase offensiva

Detto della condizione conservativa della difesa, è il momento di affrontare dal punto di vista offensivo, come Ranieri abbia cambiato la Sampdoria. Nell’esempio proposto, in occasione della gara vinta 5-1 contro il Brescia domenica scorsa, si capisce benissimo come l’equilibrio fra i reparti sia importante nel gioco di questa nuova Samp. Molta fiducia viene data a Vieira, libero di agire e di avere un ventaglio di scelte circa la possibilità di scaricare palla. In verticale, sugli esterni, in orizzontale. Insomma, una Sampdoria pericolosa che fa molta densità nell’area di rigore avversaria. Si possono infatti contare ben 6 uomini e soprattutto si può notare anche la presenza di uno dei due terzini (Murru per la precisione in questo caso) che si alternano ad accompagnare l’azione a seconda della situazione. In questo caso in difesa rimarrebbe l’altro terzino e Chabot (il centrale) con Regini staccato e alto.

Il ritorno al gol di Quagliarella

Il 5-1 inflitto al Brescia nella sfida di domenica scorsa è stato una vera e propria apoteosi per questa Samp, trascinata soprattutto dai colpi del suo capitano: Fabio Quagliarella. E’ tornato a fare baldoria il bomber campano che dopo la cura Ranieri sembra essersi ripreso e aver ricominciato da dove aveva lasciato. Fino a questo momento ha segnato soltanto 5 gol in campionato e 1 in Coppa Italia. Le reti in Serie A, con Di Francesco, furono poche, solo una, alla seconda giornata contro il Sassuolo, prima di sprofondare in un buio totale con la luce riaccesa solo contro il Cagliari. Nel 4-3 sciagurato della ‘Sardegna Arena’, il #27 blucerhciato segnò una doppietta, le sue prime reti con Ranieri in panchina. E ha replicato proprio domenica scorsa realizzando l’ennesima doppietta e un totale di 4 gol con l’ex tecnico della Roma in panchina. Un cammino importante per lui che adesso ha molte più possibilità di andare in gol grazie all’aiuto di Jankto o Ramirez e Linetty, senza dimenticare i filtranti dal centrocampo che spesso le mettono da solo davanti al portiere avversario.

Il supporto in zona gol di fantasisti come Jankto

Quagliarella sta dunque inevitabilmente beneficiando del supporto preziosissimo di giocatori tecnici come Jankto e Ramirez che spesso si alternano in campo. Ranieri li fa girare a seconda dell’avversario, della partita, della condizione fisica, insomma, due giocatori che vuole tenere sempre al massimo per farli rendere al meglio. In quella zona di campo infatti i due fantasisti bluecerchiati sono fondamentali. Sono loro infatti, partendo da esterni a sinistra, ad andare a creare una sorta di 4-3-3 in fase offensiva andando a stringersi con Gabbiadini e Quagliarella là davanti. Importante, come evidenziato nelle immagini, anche la loro capacità di smarcarsi al limite dell’area con gli attaccanti che si portano via in marcatura i difensori lasciandolo libero di calciare. Jankto e Ramirez: due pedine fondamentali.

La scoperta di giocatori funzionali come Thorsby

Che sia mezzala, centrale al fianco di Vieira o anche esterno non importa, la cosa fondamentale è che stia sempre nel vivo del gioco. E’ il profilo che ha delineato Claudio Ranieri che ha visto subito in Morten Thorsby, centrocampista norvegese arrivato l’estate scorsa dall’Heerenveen, il giocatore perfetto per il suo gioco. Ben 682’ giocati in Serie A e 8 presenze complessive, ma senza mai andare in gol. Il suo rendimento però sta crescendo giornata dopo giornata e Ranieri l’ha inquadrato come faro delle proprie azioni da gol. Importante in fase di rottura dell’azione avversaria, rapido nel riuscire a creare capovolgimenti di fronte pericolosi in fase di impostazione. La squadra infatti, anche grazie ai suoi numeri e alla fisicità del norvegese con Vieira, è entrata nella top 5 delle compagini di Serie A che hanno vinto il maggior numero di contrasti fino a questo momento. L’anima di una Samp nuova che deve tutto, adesso, al suo condottiero: Sir Claudio.

La Sampdoria nella top 5 delle squadre di A che vincono più contrasti (Whoscored)
in foto: La Sampdoria nella top 5 delle squadre di A che vincono più contrasti (Whoscored)