Continua a far parlare di sè la vicenda che ha coinvolto il portiere Saidou Daffe Omar, 38 anni, senegalese di origine, cittadino italiano e parmense di adozione dove abita e lavora dal lontano 2003. Nell'ultimo weekend è stato vittima di insulti razzisti provenienti dagli spalti durante il match di categoria tra Bagnolese e Agazzanese, squadre di Eccellenza. Un episodio al quale ha risposto abbandonando il campo e non facendovi più ritorno. Un gesto poi imitato dai suoi compagni di squadra.

La gara è stata sospesa, lui, Omar, espulso dall'arbitro secondo regolamento per abbandono del terreno di gioco ma questi sono e restano dei dettagli di contorno. Ciò che resta è il gesto compiuto da parte di chi, offeso nell'intimo, dice basta e non solo a parole ai cretini del calcio, coloro che si nascondono dietro alla parola ‘tifosi' per esternare la propria pochezza con insulti e violenza (anche solo verbale).

Cosa è accaduto in campo e in tribuna

L'episodio scatenante è il reiterato insulto da parte di un tifoso avversario, dopo un normale fallo di gioco. Al quarto "negro di m…", Omar Daffe lascia il campo, incurante dei richiami da parte dei compagni, dell'allenatore, dell'arbitro, di chi capendolo gli chiede comunque di restare: "Ero davvero stanco di essere insultato, non ne potevo più. Così me ne sono andato. Sono un tipo tranquillo, ho preferito non rispondergli" racconterà poi al corriere.it

Sugli spalti queste offese le ascolto spesso, sempre più spesso. Ho due bambini di 11 e 2 anni e ho detto alla ma compagna di non portarli più a vedermi giocare. È troppo il pericolo che assistano a brutte scene. La soluzione? Se chi è gente per bene, in tribuna iniziasse a cacciare i tre stupidi, qualcosa potrebbe davvero cambiare

La solidarietà fuori dal calcio

Un appello ma anche una disarmante considerazione da parte di chi, fuoridal campo, da sempre si batte per un mondo migliore. Saidou Daffe Omar è il presidente di un’associazione di volontariato che si chiama «Calcio dilettanti solidarietà» con cui organizza eventi per raccogliere fondi e materiale per il suo Senegal.